martedì 15 aprile 2008

Passaggi

Mettersi a letto. Leggere. Fermarsi, guardare il soffitto ad occhi chiusi. Piangere. Sussurrarsi parole di conforto, accarezzarsi la testa -come se qualcuno fosse lì a farlo, come se fosse lui a farlo-, smettere, e riprendere, tra i singhiozzi. Addormentarsi e sognare.


Un treno, un aereo, magari un autobus. Gente conosciuta. Il ricordo di due serate, entrambe belle. La consapevolezza che ci sia qualcosa di sbagliato nel contenuto di esse. Trovarsi a pensare.
Prima sera. Una cena, forse una casa disponibile, comunque un letto, le mie labbra sulle sue. La protezione, il calore, la bellezza fisica del contatto, senza far l'amore. Cambio di scena, un letto, una risata, il telefono all'orecchio. Chiedere il permesso di uscire. Con un altro. Con un amico. Accordato.
Seconda sera. Anche qui, ricordo poco. Qualche chiacchiera, forse, comunque un letto. E senza accorgemene, un bacio, due, tre. Senza rimorso, senza coscienza.
Torno sull'autobus. Le mie amiche chiedono con chi voglio stare. No, diverso: le mie amiche chiedono come io mi sia accorta che mi piace il ragazzo della seconda sera e non della prima. Non ci sono drammi, non ci sono incertezze. Dico loro che si sbagliano, che non è tutto così semplice. Ci sono persone che sbarrano gli occhi, persone che si arrabbiano con me. Non le ascolto. Sono preda di me stessa.
Il primo ragazzo, è il mio ragazzo. E' Riccardo. E' a Roma, ed io -ne ho la consapevolezza mentre formulo il pensiero- sto tornando a Verona.
Il secondo ragazzo non so come si chiami. Potrei chiamarlo Lorenzo, perchè è Luca Argentero, e l'unico film con lui che ho visto di recente è Saturno Contro, in cui impersona un tale Lorenzo, appunto. Ma lo conosco, lì, non è famoso, e sta tornando a Verona con me. Improvvisamente, me lo ritrovo seduto davanti, in lacrime. Ha sentito tutto: anche per lui, le cose erano diverse, scontate. Io penso che mi piace, questo Lorenzo. Penso che in fondo, è da poco che sto con Riccardo, che non gli farò molto male lasciandolo. Che quella che ho davanti -letteralmente- è una storia vera, e che i rapporti a distanza non valgono nulla, sono eterei giochi di fumo. Che potrei vederlo ogni giorno, ogni due, potrei bearmi dei suoi abbracci, e tranquillizzare le mie paure fra le sue mani. Mi dico che devo chiamare Riccardo, e dirgli che ho baciato un altro. Mi rimbombano nella testa le sue parole. Se mi lasci, poi non ti aspettare che ti riprenda. Non facilmente, almeno. Tremo. E se lo ferissi? Se capissi che mi sto sbagliando? Se rinunciassi ad una cosa bella, bellissima, per niente? E poi, da quando quattro mesi sono pochi? Mi torna in mente quando, pochi giorni fa, mi sono detta che quattro mesi sono due in meno di sei, che è mezzo anno. E' tanto. Comincia ad essere tanto. E Riccardo è speciale, è unico, è premuroso, è dolce. Di questo Lorenzo mi sembra di non conoscere niente. E che me ne faccio di una storia a Verona, se non è la storia giusta per me? Che me ne faccio di tale Lorenzo, di cui adesso non mi torna in mente nient'altro che un sorriso sfuggente e delle labbra sottili?... Mi dico che sono stata un'idiota, solo a pensare di lasciare Riccardo. Che dovrò dirgli, comunque, dei baci con Lorenzo. Che dovrò sottopormi al suo giudizio, e sperare che mi perdoni. Spero lo farà. Non saprei che fare senza di lui. E' distante, ma è mio. E so che è la storia giusta. Mi perdonerà? Devo solo aver coraggio. Solo aver coraggio.


Mi sveglio, ho staccato tra gli sbadigli la sveglia, e mi sono rimessa a sonnecchiare. Fortuna che non ho dormito molto, rischiavo quasi di perdere il treno. Mi alzo, mi vesto, senza fare colazione preparo la valigia. Mentre sistemo le ultime faccende sul pc, passo sul blog di Riccardo, magari ha scritto qualcosa. Leggo. Piango. Piango un altro pò. Mi torna in mente un sogno. Vado sul mio blog a scriverlo.


Mi... sento un pò a pezzi. Mi sento stravolta, e nel panico. Sarà un brutto mese, lo so. C'è la luce in fondo al tunnel?... Mah. Non la vedo. Eppure dovrò sforzarmi di vederla, di recepirla, di tirarmi su le maniche e fare quel che devo. Ce la farò? Devo solo aver coraggio. Solo aver coraggio...


Spooky


 

3 commenti:

  1. Già. La distanza... "La distanza di un amore", come cantava Alex Baroni.

    L'ho provata, è molto dura... ma puoi farcela! Stai crescendo, sei una giovane donna, indipendente, semi-laureata, bella e innamorata... faresti invidia ai più. La tua stella è lontana, ma se brilla è grazie a te, brilla per te... Ti abbraccio e ci sono. Buon rientro Vale...

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  2. in fondo sai che Riccardo è la persona giusta, altrimenti non ti saresti posta il problema, non avresti detto che Riccardo è speciale. Non ferirlo parlandogli di qualcosa che in realtà non ha nessuna importanza, non rovinare tutto parlandogli di qualcuno di cui non ti importa nulla, di cui a malapena ricordi un sorriso.

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  3. io sono daccordo con moonflower e ti mando un bacio da roma!

    :-)

    dany

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