sabato 31 maggio 2008

Questa sono io

Tassorosso, bacchetta in legno d'acero da undici pollici e mezzo, mediamente flessibile, con cuore un piuma di fenice. Gufo nero con striature grigie di nome Slyth, ex cacciatore della squadra di Quidditch locale.

Oppure...

Sono una Serpeverde con ascendente Grifondoro...

Spooky


mercoledì 28 maggio 2008

Severus... :')

Mi piace troppo... E' parte del quinto film di Harry Potter, L'Ordine della Fenice... quindi chiunque non l'abbia visto e voglia farlo è avvisato!

Piton: Siamo sentimentali...
Harry: E' una cosa privata
Piton: Non per me... non per l'Oscuro Signore, se tu non migliori. Ogni ricordo a cui ha accesso è un'arma contro di te, non durerai due secondi se invade la tua mente... Sei proprio come tuo padre. Pigro. Arrogante.
Harry: Non dica una parola contro mi padre!
Piton: Debole!
Harry: Io non sono debole!
Piton: Allora provalo! Controlla le tue emozioni. Disciplina la tua mente!
Legilimens!
(guardando il ricordo di Harry che abbraccia Sirius) Potrei vomimtare...
Harry: La smetta...
Piton: E questo tu lo chiami controllo...
Harry: Ci stiamo da ore! Se potessi riposare...
Piton: L'Oscuro Signore non... si riposa. Tu e Black siete due ragazzini sentimentali, sempre a frignare su quanto amaramente ingiusta è stata la vostra vita, bhè, non lo avrai notato, ma la vita non è giusta, il tuo beato padre lo sapeva, e infatti frequentemente provvedeva a questo!
Harry: Mio padre era un grand'uomo!
Piton: Tuo padre era un maiale!
Legilimens!
Harry:
Protego!
(Harry guarda nella mente di Piton le angherie subite da studente da parte di James Potter)
Piton: Basta!! Basta... Le tue lezioni sono finite.
Harry: Io non...
Piton: Vattene...


Spooky

lunedì 26 maggio 2008

NOOOOOOOO!!!!!!!!

CIOE'!!!!!!!!
YEEEEEEEEEAAAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!!!!! :P



Non è esattamente spettacolare quello che dice, ma... sbaaaaaavvvv......

SpookyGalvanizzata

domenica 25 maggio 2008

L'idea lo fece sentire stranamente solo

Ci sono momenti in cui vengo qui senza sapere esattamente cosa scrivere. Come adesso. Non ho fame (non reale, è solo nervosismo), non ho voglia di leggere, di dormire, di guardare la tv. Ho voglia di non pensare, eppure non riesco a smettere di farlo. Vorrei rinchiudermi nei miei silenzi, o meglio, rinchiudere i miei pensieri nel buio di un silenzio ostinato, ma non ne sono capace.
Ieri ho avuto la solita, brillante discussione su come io riesca a pensare tutto nero. Anzi, di come io stravolga le cose per renderle coscientemente brutte, indegne di essere vissute. La cosa davvero triste di ciò è che, per contro, rivaluto tutto. No, non avete capito. Mi spiego meglio.
Fate conto di... boh, una cosa qualsiasi. Fate conto di aver finito presto i compiti. Siete contenti, è una cosa bella. La mia mente penserà che li ho finiti presto solo perchè così potevo fumarmi una canna dopo (è un esempio, non pensate per forza male :P), e quindi ho "fatto male" ha finire presto i compiti. Il fatto è che, anche se avessi finito i compiti presto solo per avere più tempo libero (magari per uscire, riposare, o chissà che altro) la mia mente tenderebbe verso il pensiero negativo. Ma visto che mi conosco, e so che faccio questo genere di pensieri... di contro, pur continuando a pensare così, mi dico che è tutto ok, che ho finito prima i compiti perchè sono stata brava e basta. E anche nel caso in cui l'ipotesi negativa si rivelasse essere quella esatta... non me ne accorgerò.

Ora, ho fatto un esempio banale. Ma provate a stravolgere le carte, e vedrete... succedono dei casini immondi. Una volta mi sono talmente tanto convinta che quello che avevo fatto era male, che l'ho considerato senza pensarci come quantomeno indifferente... per poco mi ci giocavo un'amicizia. Che poi me la sono giocata lo stesso, ma quella è un'altra storia.

Alla fine di questi ragionamenti totalmente privi di senno, mi perdo un pò Restano i motivi per i quali non volevo parlare... cioè, uff, mi sonon incartata. Ho sentito la sirena di fuori, Giuli di là in camera, e mi sono distratta.
Distractions. "Non hai bisogno di parlare per questo, vero?"... Già.
E non voglio che mi odi. Già.
Voi non ci capite niente, vero?... è che a volte i post vanno scritti per me, se non vi dispiace. Che dite? Che non ne capite nessuno? Smettete di leggere. Io... voglio solo non pensare per un pò. Non sentire per un pò. Cazzo, qualcosa di buono, nella mia stanza di Roma, c'era... potevo non sentire. Qui non ho scelta.
Ma va bene così.

Buona serata.
Spooky

PS: hai pianto per quello? Ah, menomale!! Pensavo chissà che fosse successo... Già. E' che non so spiegarmi. Non voglio farlo. Lasciatemi un pò di silenzio. Lasciatemi almeno il silenzio. Andate via.


sabato 24 maggio 2008

Lacrime

Mi chiedono perchè piango per ogni cosa. Dicono che sono strana, che non ce n'è motivo. Che i drammi sono altri, altri i problemi, altre le cose tristi per cui piangere. Ho pianto guardando The O.C., oggi. Due lacrimoni grandi come non me ne capitava da anni. Era un arrivederci o un addio, non ricordo neanche più. So che mi sono sentita sola, ed ho pianto.
Ora... ora non so perchè, ma mi sento ancora più sola. Chi lo sa, se quando uno sta male, un pò per egoismo un pò per autocommiserazione trova fuori di sè solo i sintomi della propria malattia.
Io... io stavo passando una serata come le altre. Come le ultime, mi viene da dire, ma in realtà come sempre. Sono io che vedo grigio, perchè mi piace vederlo così. E una frase nuova, di cui non sapevo l'esistenza, adesso mi fa male. Ma ci arriverò più tardi, in fondo a questo intervento che nessuno capirà... ma che mi sta facendo piangere come una bambina. Vorrei che fossi qui. Dio, come vorrei che fossi qui. Mi sentirei stupida per ognuna di queste lacrime, ma mi abbracceresti, e mi diresti che è tutto ok. Che non sono pazza, che non sono schizzata di cervello. Io stavo guardando i miei telefilm. Quelli che guardo per non pensare. Ma a volte non fanno effetto. Anzi. Succede il contrario. Succede che penso, e piango, e come ora mi sento qualcosa di rotto. Non è un dolore intenso, non è una tragedia, lo sento. E' solo l'immensa, liiberatoria voglia di piangere, di far uscire ogni singolo grumo che mi blocca la senerità, di lavarlo via, su questa maglietta rossa che ha il viso di Vittorio, io che non riesco più a guardarlo negli occhi, perchè lui non riesce più a guardare nei miei.
Poi è successo qualcosa. Il viso di Wilson ha avuto una contrazinoe strana. E quello di House ha fatto un sorriso che significa sto perdendo tutto, ho perso tutto.
Lo so che è un telefilm, lo so che non è vero. Ma è vero per me. E' vero quando sento, sul serio, di star perdendo tutto, e di averlo già perso. Quando mi trovo a vivere sola, quando mi trovo, comunque, incastrata ina una relazione che mi fa stare bene a settimane alterne, perchè sono la donna della quotidinità, ma quando ce l'ho, non la voglio più. Perchè sono incoerente e falsa, e faccio di tutto per proteggere le persone che mi stanno a cuore da me stessa, ed alla fine combino solo casini. Ha senso per voi, questa cosa qui?...

Già.
Quando ero più piccola, mi sono detta che mai mi sarei sentita in due. Invece è capitato. Dannazione, è capitato davvero. Mi sono sentita in due con un sacco di persone. Mi sono sentita in tre, in quattro, in dieci. A volte un pò meno me, ma non mi importava. Mi sembrava di fingere di essere felice, normale, serena. E poi ci si ritrova soli. Uno non lo chiede, non va in giro a sbandierarlo. Succede e basta. E allora non ti importa niente di essere stata falsa, ipocrita, bugiarda, egoista, vorresti solo un abbraccio che ti scaldasse il cuore.
E' vero, ci sono persone che non la pensano così. Io sono qui, che piango come quando... come anni fa, e c'è chi ne riderebbe. C'è sempre qualcuno che ride. O qualcuno che non sa. C'è sempre. Anche adesso, chi è che lo capisce, questo post? Voi lo sapete, eprchè questa sera non ce l'ho fatta più, e sono scoppiata in un pianto che mi accompagnerà durante la notte? Voi lo sapete?...
Nessuno lo sa. Nessuno. Una volta almeno due o tre persone riuscivano a saperlo. Ora non lo si sa, e basta. E' Valeria, e Valeria è fatta così. E' schizzata di cervello, quella lì. Le passerà.
Già, mi passa sempre. Chi se ne frega se devo solo asciugarmi le lacrime, stamparmi un sorriso sulla mia faccia tonda, e tirare avanti. Chi se ne frega se di vero non ho altro che un blog in cui non scrivo nomi e cognomi perchè sono vigliacca, e non voglio essere compatita da nessuno.

Ho finito il primo giro di lacrime.
Vado sotto le coperte per continuare, se non vi spiace.
Che schifo, a volte, essere quello che sono, e fare quello che faccio.
Ed ora, ridete pure tutti insieme.
Spooky


mercoledì 21 maggio 2008

Non ci posso credere... pensavo che msn avesse cambiato il metodo di inserimento foto sullo spaces, e che quindi non potessi più inserirle.. invece non è così!!!
Cercherò di aggiornarlo presto con tutte el foto che vi siete persi in questi mesi!
Intanto godetevi queste... della gita del 3 maggio all'Osteria senz'Oste, in Valdobbiadene!


All'Osteria senz'Oste


Spooky


 

Video e pensieri

Grazie dei complimenti, grazie della contentezza, grazie dell'affetto, grazie un pò di tutto.
Sembra che io mi sia sposata... c'è una mobilitazione generale! Ok che ho avuto un passato... Travagliato... (UAHUAHUAHUA!!! Questa non è per intenditori, è proprio per pazzi!), ma non mi pare il caso di fare festa nazionale :D Grazie comunque a tutti... sono curiosa di sapere (e qui non tutti capiranno, ma pazienza) cosa faremo quando si fidanzerà Michela... compriamo una villa per festeggiare?!

Già che ci sono... cambio discorso.
Vi posto un videoz del nostro simpatico amico, nonchè spettacolare interprete, nonchè fantastica persona -anche se non ho il piacere di conoscerlo- che canta Verona, traduzione del Romeo e Giulieta francese. Enjoy.

http://www.youtube.com/v/Y52kqINF5Xo&hl=it

Ah, il resto? Quale... quale resto?...
Chiudiamo gli occhi e facciamo finta di dormire, così che la verità non ci trovi, e che il sogni continui a resistere...
"...e mi trucco perchè la vita mia, non mi riconosca e vada via..."
"...le verità sono mille, e ognuno invoca le sue..."

Spooky

PS: "...ma c'è una voce, una sola, che ti farà vibrare di più... seguila non pensarci su...". Già... già. Uff.

martedì 20 maggio 2008

Coppie



http://img166.imageshack.us/img166/6695/dscn1531uy5.jpg
Questo è il link diretto all'immagine, in caso per "qualcuno" fosse troppo piccola questa...

Spooky


Qualcuno la chiedeva...



...ed io rispetto sempre gli impegni presi ^_^

Spooky

venerdì 16 maggio 2008

Individui strani

Arrivo.
Cioè, no, mi dispiace.
Cioè, avete capito male.
Ricomincio.

Salve a tutti, miei modesti ed inverosimilmente pazienti lettori. Vi chiedo scusa per questa prolungata ed ingiustificata assenza. Che poi è ingiustificata per voi, perchè io le mie giustificazioni le ho. Sì, sono sempre le solite. Sì, il tutorato, la tesi, la stanchezza, il coro (per la cronaca, ieri abbiamo sostenuto la peggior interpretazione canora da che io ho memoria), le solite cose di routine.
Alla fine, un paio di minuti si trovano, è vero, se vado proprio a cercarli... ma cercarli richiede tempo, che non ho e non voglio avere. Ho scoperto oggi con mia sorpresa -no, non ridete, davvero, è stata una sorpresa- che sarebbe un bene per me non avere tempo di pensare. Agitarmi meccanicamente, continuare a muovermi, imperterrita... perchè se mi fermo piango. In senso metaforico e concreto, piango. Penso, e pensare mi porta inevitabilmente a sanguinare. Non so dirvi perchè, ma è una cosa che succede. Cioè, oggi ho i miei motivi, domani ce ne saranno altri. E se non ce ne saranno... me li inventerò, perchè sono fatta così. Comunque, piangerò. Allora, visto che le lacrime mi mettono sempre addosso una malinconia pesante che non riesco a scollarmi dalle spalle se non con un sommo sforzo e di norma una nottata leggermente agitata, mi ritrovo a concludere che preferirei non avere neanche il poco tempo che ho.
Il fatto è che è impossibile: posso occuparmi tutte le ore, tutti i minuti... ma ci sarà sempre un attimo prima di dormire, un attimo appena sveglia, in cui mi ritroverò a pensare. E' vero, sono pochi istanti. Si potrebbero considerare come nulli. Ok. Ma c'è la doccia. Avete presente? Quel parallelepipedo antiestetico in cui entrate per lavar via qualsiasi cosa, per purificarsi dal mondo ed allontanarne il grigiore per qualche altra ora. Ecco, quella lì. Io, lì dentro, con o contro la mia volontà, devo entrarci. E di norma ci resto almeno una ventina di minuti, tra il doppio shampoo, il balsamo, la pettinata veloce, ed il bagnoschiuma.
...si capisce, vero, che ho appena finito una di queste fantomatiche docce?...

Del resto non ho voglia di parlare. Mi sembra di ripetere come un trenino elettrico sempre lo stesso percorso, le stesse parole, gli stessi gesti, e mi pare assurdo colorare sempre tutto del mio allucinante colore egocentrico e vittimista.
Domani in compenso arriva Shyan. Di certo mi tirerò su il morale domani mattina (sono solo molto stanca, ma con uan sana dormita passerà tutto... non è così che mi mento tutte le sante volte?), e con lei accanto, come di norma, ogni cosa acquista un senso. Certo, perchè averle vicine, le persone care, è un pò come andare sul Tornado Blu: c'è chi lo fa e si diverte, e chi guarda da sotto, perchè non ha mai provato, ma + certa che vomiterebbe anche l'anima. Certissima, come che quella telefonata non arriverà: ci sono cose che uno da sempre.

Avete mai provato una sensazione persistente?
Non lo so, per esempio... la sensazione di essere solari, o socievoli. Meglio: magari la sensazione di star sempre bene in compagnia, di qualsiasi compagnia si tratta. Ho fatto questo esempio ispirandomi ad una persona che conosco. Ecco, io ho una sensazione persistente.
Mi accompagna da quando avevo tredici anni. Neve (il mio gatto di paluche, che ho comprato alla veneranda età di cinque anni) è stata la prima a notarla, chissà che faccia avrò fatto. Magari, perchè a tredici anni avevo il viso da neonata e due occhi bellissimi e pieni di vitalità solare, avrò corrucciato la fronte, aggrottato le sopracciglia. Vorrei poter tornare indietro e guardarmi, mentre un nuovo amico si affaccia nel mio panorama di peluche e scatole di Mon Cherì vuote, di Pachaontas trovate in un dei massimo tre Happy Meal della mia vita, di tappeti indiani che in realtà erano zattere, barche, rifugi sicuri...
A volte mi chiedo dove vadano a finire, le bambine, quando improvvisamente si accorgono di avere accanto una presenza nuova, che forse si chiama adolescenza, forse futuro, forse crescita. La mia, di presenza, aveva un nome che adesso mi suona familiare.
Ho creato aspettativa?...
In realtà non volevo. Non lo so, in effetti, che volevo. Immagino solo raccontarmi, come faccio nei dannati momenti liberi che ho. Non mi andrebbe neanche di concludere la storia, ora che siete così curiosi. E non per sadismo, solo perchè in realtà non volevo creare una storia... volevo solo sfogarmi un pò. Invece sembra sempre -ed immagino che sia realmente così- che io venga qui per farmi consolare, per farmi battere una mano sulla spalla e sentirmi dire "povera Valeria, così dolce, così carina, così perfetta, ed il mondo brutto e cattivo che si accanisce su di lei!".
Non voglio questo. Questo lo faccio da me, senza bisogno di aiuto.
Ah, la fine della storia? Scusate, stavo dimenticando. Ecco la fine.

I soli - Giorgio Gaber (1987)

I soli sono individui strani
con il gusto di sentirsi soli fuori dagli schemi
non si sa bene cosa sono
forse ribelli forse disertori
nella follia di oggi i soli sono i nuovi pionieri.

I soli e le sole non hanno ideologie
a parte una strana avversione per il numero due
senza nessuna appartenenza, senza pretesti o velleità sociali
senza nessuno a casa a frizionarli con unguenti coniugali.

Ai soli non si addice l'intimità della famiglia
magari solo un po' d'amore quando ne hanno voglia
un attimo di smarrimento, un improvviso senso d'allegria
allenarsi a sorridere per nascondere la fatica
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.

I soli si annusano tra loro
sono così bravi a crearsi intorno un senso di mistero
sono gli Humphrey Bogart dell'amore
sono gli ambulanti son gli dèi del caso
i soli sono gli eroi del nuovo mondo coraggioso.

I soli e le sole ormai sono tanti
con quell'aria un po' da saggi, un po' da adolescenti
a volte pieni di energia a volte tristi, fragili e depressi
i soli c’han l'orgoglio di bastare a se stessi.

Ai soli non si addice il quieto vivere sereno
qualche volta è una scelta qualche volta un po' meno
aver bisogno di qualcuno, cercare un po' di compagnia
e poi vivere in due e scoprire che siamo tutti
soli, vivere da soli
soli, uomini e donne soli.

La solitudine non è malinconia
un uomo solo è sempre in buona compagnia.

Buona serata a tutti, gente.
Spooky


venerdì 9 maggio 2008

Due righe prima della nanna

Nonostante io faccia finta di dimenticarmi, torno sempre qui. Ebbene, signori e signori, la mia tesi sembra lentamente prendere forma. Dovrei scrivere al professore proprio in questo momento, ma penso di rimandar a domani, a mente più lucida. Eh, sì, Valeria va a letto! Il che è allucinante, lo so, ma il lavoro fa questo effettaccio qui. Inoltre oggi era l'ultimo giorno di lavoro di Giulia!! DISDETTA!! Sarò con Fabrizio fino a giovedì prossimo, poi andrò via anche lui... mi affibieranno una ragazza nuova, che spero sia in gamba, anche perchè io ancora non mi ricordo tutto... quindi figurarsi!


Per il resto, ecco, Valeria-Tesi: 3 a 2 e un pò... no news... all ok...
Se non fosse che..................
(suspance)


RICCARDO CAMBIA LAVORO!!!!!


E non dico altro, perchè sono troppo contenta per esprimermi a parole. Solo, è tutto perfetto. Forse le cose cominciano a girare come diciamo noi!


Spooky


PS: non lo dite a Valeria, ma forse si riesce anche ad andare qualche giorno in vacanza insieme, quest'estate.... OOOOHHHH!!!!! :)


 

martedì 6 maggio 2008

Considerazioni

La bellezza di avere una metà buona è che, di tanto in tanto, si incazza.

Spooky

domenica 4 maggio 2008

Andata e ritorno

Eccomi. Il pc da un sacco di problemi. Tutti i pc danno un sacco di problemi.
Oggi ho accompagnato una persona alla stazione. Arriviamo, e mentre cerchiamo la sua carrozza, vedo una coppia che si bacia. Lui ha un trolley, lei niente, tranne l'espressione un pò triste di chi resta a casa.
Mi è venuto in mente che nella vita ce ne sono tante, di persone che vivono rapoporti a distanza. Che io mi ritengo sempre speciale e disgraziata, ma che alla fine sono una delle tante. Mentre il mio amore era sul treno, e mi guardava mogio, accanto a me una coppia salutava qualcuno. Sembravano amici, magari che erano andati a trovarli, e che tornavano a casa. Avevano solo l'aria un pò giù... i due della coppia, dico. Appena il treno è partito, ed io faticosamente lottavo contro le lacrime, ho visto lei abbracciarlo, ed iniziare a piangere. Ho idea che fossero i loro figli. E che partivano per non tornare molto presto. Amen.
Come posso notare, non sono la sola, al mondo, ad amare soffrire.

Per il resto, sono un rottame che ci contorce nella macchina che rottama le automobili. Sì, perchè quello dovrei diventare... perchè non posso essere altro.
Tranne accidia. Accidia, accidia, e Riccardo di nuovo lontano.
Ma vedersi ogni due settimane è una benedizione... ed io ho passato dei giorni splendidi.
Ieri poi.
Ve lo posso raccontare? No, non ci sono parole. Solo... bhè, eravamo tre coppie. Tre coppie. Continuavo a chiedermi, durante i tempi morti, che avrei fatto ieri se Riccardo non ci fosse stato. Come mi sarei sentita, cosa avrei provato. Quello che provo sempre, certo, magari un pò più forte, magari meno scontato.
Invece è stata una giornata splendida. Normale. Intensa, attiva, con tanto sole, buon cibo, buon vino... tutto, tutto perfetto. Grazie Simo dell'organizzazione. Chissà, poi, se si può dire, che ti considero un amico.

Un abbraccio.
Sembra che io stia bene... in effetti, il distacco stavolta ha avuto un che di piacevole: due settimane non sono niente. E poi... poi Riccardo mi ama. Avete presente com'è, quando qualcuno ti ama?... Già.
Spooky

Comunque.