sabato 16 maggio 2009

Avevo proprio bisogno di sfogarmi...

Ok, lo ammetto, mi sento uno schifo. Che poi non dovrei dirlo, è un altro conto.
Che poi in realtà vada tutto bene, non mi interessa un granchè: io mi sento uno schifo, questo è il mio blog, e lo scrivo. Pace. Non ne posso più di nascondermi, di non dire a me, più che agli altri, le cose che non riesco a gestire.
Non sono riuscita a gestire la mia rottura con Riccardo (fa così paura scriverlo?! Fa così paura ammettere di aver sbagliato, piccola ragazzina immatura?...), non sono riuscita a controllare le cose che mi sono accadute dopo. Ora ho una sola certezza, e non è molto positiva. Mi sono detta che va bene lo stesso, che comunque una brutta certezza è meglio di nessuna certezza, ma non è vero.

Anni fa, quando mi piaceva una persona, mi ci buttavo anima e corpo. Neanche pensavo alla possibilità di non piacergli: non era questo il punto. Il punto ero io, la mia esaltazione, i miei sguardi, le mie fantasie, e nient'altro. Ero piccola, è vero, ero giustificata da un'età, se non anagrafica, almeno mentale ancora in grado di giustificarmi. Ora le cose sono diverse. Ora, accanto alla cotta sciocca ed infantile, comincia a parlare un'altra voce, non dico adulta ma quantomeno raziocinante, che fa domande. E pretende risposte.
Ti piace sul serio questo ragazzo? QUANTO lo conosci? Quanto puoi dire che ti interessi? Se lui ci stesse, sei CERTA di voler stare CON LUI, e non con l'IDEA di lui?
Ed in caso, dopo qualche reticenza o caduta, io riuscissi a rispondere in modo esatto a queste domande, trovarmene una trafila nuova.
Ok, potrebbe interessarti. Ed allora? A lui interessi? Ti ha mai mostrato una simpatia particolare? Ha mai cercato la tua compagnia più che quella altrui? Hai fatto qualcosa per farti notare? Per accennare un avvicinamento nei suoi confronti? E lui ha fatto altrettanto con te?
E qui, se prima avevo qualche dubbio, adesso non ce ne sono più: la risposta è NO. Forse il punto è proprio averlo capito. Aver preso coscienza del fatto che è inutile avere una fantasia, un desiderio, un sogno, se non c'è risposta.

E' solo che a questo punto non so bene come le cose vadano avanti. Non mi sono mai resa conto, razionalmente, di non piacere ad una persona, e di dover smettere di pensarci. Sì, ho sempre creduto di non piacere alle persone che mi interessavano (ed a ragione, ma insomma, non è questo il punto), ma in fondo ci ho sempre sperato, e molto... come fanno i bambini. E' che ora proprio bambina non lo sono più. Vedo, mi accorgo, che posso interessare ad alcune persone, posso mostrarmi più sicura di quel che sono, far presa, posso essere la regina della serata, ma non ottengo l'effetto sperato su di lui. Devo farmene una ragione.
Mi risulta particolarmente difficile. Non sono mai arrivata ad un così alto grado di coscienza dello stato delle cose. Sto diventando troppo razionale per me. Non riesco più a prendere niente per il verso in cui lo prendevo una volta, il che è un bene, ma non ho ancora trovato un approccio metodologico differente. Non lo so.

Ditemi, che si fa a questo punto? Dopo aver capito di non interessare alla persona tot -nel mio caso, dopo aver capito di non interessare ad Edoardo- che si fa? Dovrei star male? Piangere per un pò? Sapete la novità, la nuova Valeria non è più neanche in grado di piangere! Quindi? Che si fa?
Ieri mi sono trovata a sognare e singhiozzare -un solo, singolo singhiozzo in apnea, rapido come il sole che ferisce gli occhi di mattina, prima che le pupille si siano abituate alla luce- ed a passare il resto della giornata letteralmente bastonata all'idea che non ci fosse stato niente di vero in quella fantasia gioiosa.

Come ho scritto altrove, meglio gli incubi dei sogni. Dagli incubi ci si sveglia sempre volentieri, e ci si rasserena. Dai sogni invece... mi sveglio sempre illusa.
Che faccio, Edoardo? Ho resistito un anno, ma probabilmente in quest'anno non avevo la consapevolezza che gli ultimi eventi mi hanno dato. Ce la faccio? Ce la faccio a reggere un altro pò, senza rovinare tutto? Ce la faccio a mentire ancora un pò? Perchè sento di star cedendo... e non posso, non posso e non voglio!

Stasera va così.
Almeno mi sonon sfogata un pò.
E che diamine, nessuno mi chieda cosa sto ascoltando in cuffia. Sì, sono un'idiota!
Spooky


4 commenti:

  1. bisognerebbe prendere senza chiedere, mai! la determinazione fa bene all'amore. anche se dura un soffio, rimarrà un ricordo intenso.

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  2. Non sono così sicura di me da "prendere" ciò che voglio... anche perchè ho idea che l'amore sia dare, non prendere :)

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  3. Sempre e dico sempre nella mia vita sentimentale la situazione era a senso unico

    Oppure era a senso "doppio" ma solo fino ad un certo punto mai con segni inequivocabili

    Quelle sensazioni che hai e che ti portano ad essere sicura che è così ma la certezza vera dall'altra parte nn c'è mai

    Ed è ancora peggio quando sei ad un passo da averla e resti ferma a guardare un autobus che parte con la certezza che ti osserva sorridendo fino a scomparire e mai saprai perchè


    Ancora peggio quando la certezza ti chiama un anno dopo e ti racconta un anno di vita passato.

    E tu ascolti e pensi ma perchè mi chiama per dirmelo e continui a dirti ero certa che non mi ero sbagliata

    Poi la certezza ti saluta e ... basta.


    Non so se Edoardo davvero non mostra alcun interesse o se sei tu che nn vedi l'interesse o se il resto che c'è è quello che ti/vi frena


    Anche io sono d'accordo sul fatto che amore sia più dare che prendere

    Forse ti resterà sempre il rimpianto di non averci provato, ma penso sempre che se io fossi nei panni della persona che ha subito "il ratto" starei male come un cane e non è da me far provare a qualcuno una cosa che so per me sarebbe devastante


    Maura

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  4. prendere non significa derubare! significa accettare segnali di scambio e favorire l'apertura dell'altro quando ci sono timori in questo senso, peraltro sempre più diffusi per l'imperversare del triste sentimento della diffidenza... se chi vuole dare non trova chi prende (accoglie!), che senso ha?

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