lunedì 21 giugno 2010

Pergamene dalla soffitta


Leggevo vecchie poesie, e queste due mi hanno... beh, inutile spiegare.


Chissà che sapore ha



Le tue labbra sulle mie
mi confortano di una gioia
che non mi appartiene,
donandomi ancora il desiderio
di assaggiarti lo sguardo.
Ti cerco nei mie sospiri
in quelle frasi lasciate per caso
a fiorire sull’asfalto,
ancora ignara del tuo profumo
e intrappolata nei tuoi vestiti.
Ti vedo arrivare
ed in questa notte senza tempo
sei per me.
Gli abiti scivolano via dalla tua pelle
che mi sfiora le mani
e mi lega al tuo ventre.
 
Le tue labbra sanno di ciliegia e vaniglia
nell’accarezzare il mio viso e le mie paure.
I tuoi artigli feriscono il mio dolore
perdendo contro l’insensata voglia
di abbandonarmi all’illusione di chi non sei.
Il tuo corpo preme sul mio
inesatto come una rondine d’inverno,
nera pece sul mio piacere di rosa.
Poi, mi perdo nel brivido rapace di averti mio
e di ascoltare finalmente il tuo sapore
fondersi con i miei occhi.



Prima o poi
 
Non esistono più bugie,
ne ho detta una e ci ha legate per sempre.
Ti si è spalancato il viso nell’odiarmi
quando hai sentito che non riuscivi a farlo.
Mi hai punito per la colpa di un errore
e per la vigliaccheria
di essere ciò che sono, una bambina.
Piccola.
Anni di viaggi, di lacrime,
di esperienze accumulate nei cassetti,
ma sai dirmi solo questo.
E pur essendo ciò che sono
non mi chiami più col nome d’infanzia,
e non sarò di nuovo la tua “piccolina”,
che proprio il mio esserlo
ti impedisce di darmi ancora affetto.
Me ne vuoi, lo so,
e ne avrei bisogno, come quando
coccolavi i miei sorrisi ed ero fiera di me,
mi sembrano passati secoli.
Prima o poi
torneranno quei giorni.
Mi hai detto di no, ma non devo crederci.
Perché mi sei ancora accanto
anche se ho sbagliato e se sbaglierò,
perché se smetto di amarti
finirò col non credere che mi hai amato.

Arriveranno altre gioie per noi
qualche altro abbraccio,
ma mi manchi,
e nell’urlarlo non mi accorgo
se la tua mano stringe ancora la mia
o è l’illusione di saperti ancora orgogliosa di me.



Che cosa buffa, i ricordi. E gli anni che passano.
Spooky



 

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