domenica 1 novembre 2009

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Sono successe un pò di cose. Cioè, ninete di sensazionale, ma se le giornate scorrono uguali e monotone, anche il minimo cambiamento le rende emozionanti, penso.

Mi sono chiesta, nel corso di questa notte (tra un sogno e l'altro probabilmente, anche se non me ne sono accorta, perchè questa mattina il ragionamento era già bello completo nella mia testa, pronto per essere esposto), perchè nella vita ci siano delle cose che sembrano scontate, quando non lo sono affatto.
Esempio: quando entrai per la prima volta al liceo, e vidi Cristina e Giovanni, io e tutti miei compagni pensammo "questi due vanno a finire insieme". Perchè li vedevi, era inevitabile. Infatti, così è andata.
Ma ci sono cose che non necessariamente devono andare come sembrano destinate ad andare... cose che magari sono solo frutto della nostra assuefazione ai film. Per dire, quando ho incontrato, di nuovo, Truman all'università, una parte di me ha detto "questa è la tua seconda occasione, il tuo momento... questa volta andrà tutto bene", probabilmente perchè in un centinaio di film c'è la ragazza sfigata che prova qualcosa il tipo che non la guarda, si rincontrano anni dopo e scatta la scintilla. Per dire, nel mio caso non è successo.
E così non vedo perchè quando una ragazza incontra un ragazzo, e magari ci si trova bene, e ci parla un pò, attorno si diffondano le note di "Dreeeeaaammsssss... are my reaaaalityyyyy" e tutti debbano pensare già a figli e matrimonio. Insomma, mi sono trovata bene in una conversazione, e mezz'ora dopo mi è stato detto che non c'è problema, che le storie a distanza sono difficili ma non impossibili (il che è ridicolo, parlare a me di storie a distanza è davvero, davvero divertente), che è una bella cosa, e via dicendo.
Quello che mi fa rabbia, o meglio, che mi infastidisce un pò, è che volente o nolente uno ci crede, alle storie dei film. Ti ci fai la bocca, pregusti qualche attimo di gioia, di emozione... anche se lo sai anche tu, se fossi sincero con te stesso, che i film sono film, e queste cose non succedono nella vita reale.

Così svegliarsi diventa sempre una delusione. Un accertarsi che il mondo continua ad essere il tragico teatrino di sempre. Non è neanche un sapore troppo amaro, perchè il palato è abituato a molto peggio, ma è rassegnazione, continuità, causa ed effetto, noncuranza. La solita roba.
Quello che più diverte, in tutto questo, è che comunque ci aggrappiamo anche al sogno disvelato, pur di poter chiudere gli occhi, e far finta di essere sani. Nonostante sappiamo che, in fondo al tunnel, c'è solo un bel muro.
So che continuerò a camminare verso il muro. Ma stavolta, non so bene perchè, ho gli occhi aperti. Sto cercando di essere sincera con me stessa, ultimamente. Fa male, fa male in un modo nuovo ed inaspettato... ma so di non dover temere nient'altro, almeno.

Continuo a camminare. E spegnete pure la luce: ho gli occhi aperti. E so esattamente dove sto andando. A casa.
Spooky



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