L'amore è un violino di miele...
In realtà diciamocelo, di mieloso, l'amore, ha poco. Anzi, quel gusto dolciastro che ha il miele io non lo associerei proprio con l'amore... ma vabbè, questa è un'altra storia. Una storia triste, da tagliarsi le vene, tipica di me, ma insomma, non mi sembra il momento di parlarne.
Volevo invece raccontarvi di come sia possibile sentirsi così tesi, al limite della sopportazione... scoppiare in una crisi isterica per dover fare un'ortopanoramica, arrabbiarsi per delle sciocchezze, essere così tanto metereopatica e musicopatica, ovvero cambiare umore a seconda della canzone che sta passando il mio lettore mp3... insomma, c'è qualcosa che non va.
Oggi mi sono capitati, è vero, una serie di incidenti piccoli piccoli, che sommati hanno messo a dura prova la mia pazienza... ma la mia reazione mi sembra estremamente esagerata, fuori luogo -più del solito intendo.
Vi elenco:
-sveglia con una mezz'oretta di ritardo rispetto al previsto, con conseguente attesa di avere il bagno libero in condizioni di precaria "resistenza";
-giornata orrenda, con pioggia fitta fitta;
-torno dalla spesa che è già mezzogiorno, ed io all'una e mezza devo uscire per incontrare il mio relatore, perciò niente riso col radicchio e Giuli e Simo si stanno preparando, quando invece scopro che, sì, lo avrei mangiato un pò di corsa, ma avrei anche potuto farcela;
-passeggiata rinfrescante sotto la pioggia, che mi fa arrivare in facoltà con i jeans completamente bagnati;
-la parte di tesi su cui ho sputato sangue giudicata come un mero riassunto dal mio relatore;
-il mio relatore, anche detto nano malefico, fa il cascamorto con la sua lecchina, che mi sta profondamente sulle p@lle, e non si ricorda neanche il mio nome;
-i libri che vorrei in prestito dalla biblioteca non ci sono, o sono già in prestito;
-rispondo male ad una persona con cui vorrei riuscire quantomeno ad essere civile;
-mi sorbisco un'ora di inutilità alla presentazione di un libro a cui io ed i miei compagni di corso siamo stati costretti ad andare;
-mi prende la fame nervosa;
-mia madre mi avvisa di avermi già praticamente fissato l'appuntamento con dentista (grazie di avermi detto "ti avviso prima di fissarlo") e mi dice che devo cercarmi qualcuno che mi faccia un'ortopanoramica (ora mando a caccia il mio cane da tartufo...);
-le rispondo in maniera isterica, ma visto che devo uscire e sono in ritardo, cerco di calmarmi;
-mi faccio un'altra mezz'ora di camminata sotto la pioggia;
-il mio insegnante di fit-boxe s'è dimenticato i cd, e ne risulta una lezione dura, ma senza sfogo di adrenalina, in più mi sento uno straccio e non riesco a calciare neanche mettendomici d'impegno;
-faccio tardi con la doccia;
-rispondo a mia madre e, nel tempo necessario a dirle "richiamami tra 10 minuti" e lei a rispondere "va bene, ciao" percepisco che la sua voce è strana, e nei 10 minuti successivi mi faccio una montagna di film sule condizioni di salute delle mie due nonne.
Devo calmarmi. Devo proprio calmarmi.
Ed in tutto questo, è tutto, tutto il santo giorno che penso ad Edoardo. E mi chiedo che c@zzo di vita è, quella in cui mi costringo a vivere, se non esiste mai una via d'uscita.
E allora perchè quando vedo te
il cuore mi scoppia, si stringe la bocca
e allora perchè se non ci sei te
non riesco a mangiare, non posso dormire [...]
Allora perchè quando vedo te
se dici "rimani" mi treman le mani
e allora perchè se non ci sei te
è come nuotare se il mare non c'è
ma allora perchè quando penso a te
mi vengono solo parole d'amore...
Vado a letto. Mi sa che è meglio.
Bell'immagine con la quale andare a letto... uff... maledetta me... maledetto Truman, maledetto tutto!!
Spooky
PS: a proposito di cose maledette, su www.corriere.it, e pure sulla Stampa mi si dice (ma devo ancora controllare) il mio amico e designer Coletti è diventato quasi famoso con il suo blog VIODIO. Andate, leggete, ed ammirate la potenza di internet!
mercoledì 5 maggio 2010
Corde di violino
lunedì 3 maggio 2010
Family is family
Mi manca la mia famiglia.
Mi manca mio padre che mi abbraccia.
Mi mancano gli attacchi ironici di mia madre.
Mi manca sentirmi dire "hai mangiato la pasta? E poi?" come se fose assurdo mangiare una portata sola a pasto.
Mi manca il freddo della mia stanza, dove piangere sembrava giusto, necessario.
Mi manca mio fratello che si sdraia sulle mie gambe e guarda un film, come se fossimo fratelli.
Mi manca mia nonna che mi dice che i capelli ricci sono belli.
Mi manca la mia vicina di casa che mi racconta i fatti del quartiere.
Mi manca la sensazione di sentirmi speciale, comunque.
Mi mancano i regali di papà.
Mi manca l'attenzione con la quale si prendono cura di me.
Mi manca arrabbiarmi alle loro stranezze, alle cose che non capisco.
Mi manca la frustrante sensazione di essere sempre inferiore a mia madre.
Mi manca la tv in cucina sempre su Rai1, o Rai3.
Mi manca la pizza di Zoffoli il sabato a pranzo.
Mi manca non preoccuparmi del mio peso, delle diete, del cioccolato.
Mi manca il sentirmi infelice, ma in modo diverso da ora.
Mi macano le cose che odio e che vorrei non tornassero mai.
Mi manca mio nonno, mi manca terribilmente. Vorrei chiedergli scusa se la morte mi ha spaventata, e lo fa tuttora.
Sono stanca.
Prima o poi passa, lo so. Bisogna solo che io tenga duro. E' che anche l'altra mia famiglia è lontana e... non fa niente. Ce l'ho sempre fatta, continuerò così.
Inspirare, espirare.
Spooky
venerdì 30 aprile 2010
Fermo immagine
Io che tento di trovare materiale per la tesi.
Io che parlo col prof, che sì, è il mio prof, e che sì, merita rispetto, ma che è pur sempre un essere umano, come me. Devo solo cercare di ricordarmelo, prima di andare del tutto in paranoia.
Io che mi arrabbio per la bontà di alcune persone.
Io che mi arrabbio per la mia disonestà onesta.
Io che mi arrabbio e basta.
Il mio peso che scende :)
Le notti troppo lunghe.
Le lacrime. Tante. Troppe.
Edoardo, ancora.
Jimmy.
Il teatro, Davide.
La mia vita, Truman.
La finzione, Iago.
Una paura incontrollabile e folle, divoratrice di pensieri, che mi blocca il respiro e dilania ogni cosa buona che sono o potrei essere.
Gli amici.
L'abbraccio di Sognante, l'unica cosa che mi sia rimasta, l'unica cosa che conti, almeno un pò.
I pensieri, i miei film.
Open and shut, ed un cartone del latte che, nella sostanza, sarei io. O uno sguardo triste che, nella sostanza, sarei io, non so ancora.
Pezzi di me.
Spooky
martedì 27 aprile 2010
Crying
scende come un bagliore da una stella che guardi
e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi
quando nasce un amore, un amore.
Ed è come un bambino che ha bisogno di cure
devi stargli vicino devi darli calore
preparargli il cammino il terreno migliore
quando nasce un amore, un amore.
E' un emozione nella gola da quando nasce a quando vola
che cosa c'è di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste
che cosa c'è se adesso sento queste cose per te
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
Ti fa bene, ti piace questa voglia di dare
e ti senti capace non ti puoi più fermare
come un fiume alla foce che si getta nel mare
quando nasce un amore, un amore...
E' l'universo che si svela quante parole in una sola
amore mio immenso e puro ci penso io a farti avere un futuro
amore che sta già chiedendo strada tutta per sè
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
Sì... quando nasce, quando nasce un amore.
Diciamolo, è come guardare un cane mangiarsi la coda. Mi sembra che il tempo passi, e che l'unica cosa a restare ferma sia la mia voglia di non muovermi, e di assecondare le mie paure lacrima dopo lacrima.
Non mi sento in grado di fare niente. Sono ferma, statica, piena di ansie che non riesco a gestire, e con la sola volontà di sprofondare e non svegliarmi più. Sembra quasi che tutte le mie energie, le mie sole energie, siano concentrate sul farmi sentire impotente e sola.
Non lo so, non riesco a tirarmi su. Sono tornata ieri da Londra, ed oggi è stata una giornata da dimenticare, dal primo all'ultimo momento. Dalla magnifica nottata, al magnifico risveglio... come se avessi il bisogno -o il dovere?- di piangere tutte le mie lacrime, in modo da non averne più dopo e potermi concentrare su altre cose.
Va tutto in malora. So che non è così, ma è così che lo percepisco: e non riesco ad uscirne. Vorrei chiedere aiuto, vorrei urlarlo, vorrei chiedere scusa, vorrei spiegarmi, vorrei essere forte e coraggiosa, ma mi accorgo di essere, ancora una volta, solo me stessa. Inutilmente me stessa.
Vado a cercare di studiare un pò. E' un casino. E' un casino, e non riesco a venirne fuori.
Mi sento ad aprile 2002. E no, questa non è proprio una bella cosa. Mi fa paura. Tanta. Troppa.
Spooky
martedì 20 aprile 2010
"Datemi della luce..."
Ho del tempo. O meglio, non lo avrei, ma me lo prendo lo stesso, e chissene.
Sono tornata ieri da Bari, e da un lato mi sembra quasi di non essere mai partita: il rientro è stato brusco, pieno, ed in una certa maniera anche doloroso.
Ma non è questo l'importante, in effetti. La cosa che conta, conta davvero, è il fatto di esserci andata, a Bari. Aver visto che, nella somma, non devo preoccuparmi di niente. Essere consapevole che Makka sta bene, con tutti isuoi difetti e le cose che di lei mi mandano in bestia, con tutti i pregi che me la fanno amare così tanto. E che, anche se non riesco bene a capire come mai, ha bisogno di me quanto io di lei: è bello anche sapere di dipendere da qualcuno, a volte.
Per il resto, che dire? Aspetto Londra come -so che è brutto dirlo, e spero che la mia città mi perdoni- un ostacolo prima di tuffarmi nuovamente in un modo fatto di studio, tesi, ansia e preoccupazione. Che poi, fossero questi i problemi della vita...
Domani i miei partono per Perugia: e mentirei se dicessi che non sono preoccupata. E' la mia famiglia. Sono le mie radici. L'essenza di ciò che conta, il mio passato, la mia memoria, ed i momenti più belli e felici di tutta la mia esistenza. E devo sperare che tutto andrà per il meglio, perchè non posso pensare il contrario. Non devo.
Tornando alle cose futili, è ricomparso addirittura Edoardo. Bello, avere del tempo libero! Non fa niente. E' solo un'altra cosa che ho perso, e che presto scivolerà via. Scivolerà via qualsiasi cosa. Scivoleranno via i mesi, le stagioni, le ansie, gli esami, la tesi addirittura, la laurea, scivolerà via il vento e galleggeranno corpi morti sul deserto d'omertà di Derry.
Intanto, stasera, cena con amiche. Anzi, no, con Amiche. Un bene talmente raro di questi tempi... E che sushi sia :D
Un saluto.
So che non è stato un signor post, ma è uscito così. Anche perchè son due giorni che una viola non mi da pace, ed crea fastidiose interferenze, scariche elettrostatiche nella memoria. Non fa niente.
Spooky
PS: ah, Makka, guarda nella tua borsa... penso di averci lasciato scivolare qualcosa dentro.
Poi scriverò...
Per ora...
Tu mi hai rubato il sorriso
la luce dentro gli occhi
e non c'è più gioia
nè fede nè gloria
non fanno riflesso gli specchi...
Cuore mio, mai più cuore per me...
non più cuore oramai senza di te...
Spooky
mercoledì 14 aprile 2010
Ancora non sono morta! :P
Perdonatemi!
Internet non funziona a dovere, quindi diciamo che in parte sono giustificata... per il resto, è solo una mia colpa, lo ammetto, se è una settimana buona che non mi faccio viva. Diciamo che la tesi ha esaurito, letteralmente, ogni mia energia da quando sono tornata a Verona... ed ora che l'impegno è un pò meno pressante, mi stressa psicologicamente, che non riesco a togliermi dalla testa l'idea che non so come andare avanti.
Insomma, se dovessi fare un bilancio di come sto, direi che il panico è crescente, enorme, biblico, apocalittico. Ed in parte penso sia dovuto alla follia che ho fatto nel scegliermi un professore di laurea un pò... ehm... "difficile", diciamo (oggi mi ha riportato una parte di tesi con il commento "va discretamente"... un par di booooolle discretamente!!), dal quale non so mai che aspettarmi, che non capisco come ragiona, e che mi spaventa :(
Comunque un fatto positivo in tutto questo stress (del quale, sinceramente, non posso che preoccuparmi: se sto così ADESSO, POI che farò?!) c'è: non penso a nient'altro. Ho passato una settimana in cui, a parte un momento fugace, non sono riuscita a pensare a niente di neanche lontanamente attinente alla mia vita. Niente Edoardo, niente pensieri, niente cattiverie, niente recriminazioni.
Libera. Parzialmente libera, almeno, visto come mi sta riducendo la tesi... ma insomma, di qualche cosa dovrò anche far finta di gioire, no?! Altrimenti qui è la fine.
A proposito di gioie: dopo un disastroso calo di depressione venerdì -che sembra non attinente a quello che sto per dire, ma lo è mooooolto più di quanto si possa pensare- giovedì vado a Bari. Giovedì che poi è vernerdì, visto che prendo il notturno, ma insomma, quello è. Vado a trovare Makka. Vado a sentire un pò di calore, a sentirmi amata con tutti i miei difetti, a sentirmi coccolata dalla follia bambina di chi è così diverso -eppure uguale- a me. Vado a recuperare la serenità che questi ultimi giorni mi hanno, inevitabilmente, portato via.
E la settimana dopo -grazie, Dio, GRAZIE!!- si torna a Londra. Non potete immaginare quanto mi manchi. Un paio di giorni fa ho visto delle foto di un compagno di università che ci è andato per Pasqua, e la nostalgia mi si stava mangiando. Vorrei avere tutto il tempo del mondo, per starci, e Viverci ancora un pò... come lo scorso anno, ancora un pò... pazienza.
You can't always get what you want, isn't it?!
Un saluto, e scusate l'assenza... ma ci sono. E vi penso. Oh, se vi penso! E penso a Blue, e penso a Makka, e penso alle Twins, e penso a casa mia. Penso a Roma. House.
Spooky
lunedì 5 aprile 2010
Buona Pasquetta :)
Venerdì è stata una piacevole giornata, rivedere i miei amici fa sempre l'effetto di sentirsi a casa, tra persone che possono non condividere le mie idee o le mie scelte, ma che conoscono tutto ciò che sono stata, e che mi accettano per quella che sono. Discorsi quotidiani o seri che siano, quando sono con loro sento resuscitare una parte di me: quella a cui piace stare in compagnia, quella della famiglia, dell'affetto del consueto, del morbido cullarsi sul noto. Tutte cose che dovrei conoscere anche a Verona, ma che mi rimangono estranee dalla diffidenza, dalla divisione, da tutto quello di cui non posso far altro che lamentarmi. Dalla domanda a che pro? di cui oramai sento l'esigenza ad ogni passo.
Sto mangiando in maniera impressionante, e capita anche che mi spaventi: per fortuna passa in fretta, è come un pensieo che scivola via, si confonde tra le pagine dei miei giorni, e lascia il tempo che trova.
Ieri, giorno di Pasqua, come non capitava da anni mi pare, sono riuscita ad andare al cinema. Nel senso: a casa mia, quando ero piccina, il giorno di Pasqua ed il primo dell'anno si andava al cinema. Non sempre, ma spesso. Perchè di norma erano giornate piovose o fredde, e per passare il pomeriggio, dopo un'abbuffata epocale, il cinema ci sembrava una bella cosa. Andavamo tutti e quattro: io, mamma, papà, Alessio. E' un'abitudine che abbiamo perso piano piano, senza accorgercene, e che ci ha portato via un pezzo di noi, temo. Comunque, sono riuscita a vedere Mine Vaganti.
Come al solito, quando guardo un film apprezzabile arrivo ad identificarmi con tutti i personaggi. Non con uno, non con il protagonista o il caratterista... con tutti. Ciascuno per un suo tratto, ciascuno per una sua debolezza. E nonostante non mi ci voglia uno scienziato per dire che quello che sto vedendo è finto, è estremamente difficile uscirne, sui titoli di coda. Io penso che sarei stata una di quelle che scapparono davanti al treno in corsa della prima rappresentazione cinematografica. Anzi, ne sono quasi certa. Per me i film non raccontano una storia, ma un pezzo di vita. La mia vita, potenzialmente. E vorrei poterla vivere come fanno loro, con dubbi ed incertezze segnate su un copione.
Diventano reali. Ieri c'era questa frase, che mi ha colpito fra le altre: le cose che scrivo, diventano reali. Riesco a dire ciò che penso, ciò che provo, e che non sono capace di esprimere a voce. Già. Ho pensato subito a questo blog. So che non scriverò mai un romanzo, non ne ho la costanza, la giusta determinazione. Ma penso che continuerò a pubblicare pezzetti di me su questo blog, perchè qui riesco ad esprimermi. Ad essere, in un certo qual modo, e farmi capire, anche da me.
Detto ciò, vi lascio. Magari spunta il sole. Magari non sarà la solita Pasquetta di pioggia. Magari farà freddo e basta, il che si può anche sopportare. Magari, magari, magari... magari accade tutto, prima o poi.
Magari, deve solo passare quest'anno. Poi andrà tutto a posto. Lo sento, lo so. Devo solo tenere duro. Che poi, non è quello che faccio da sempre?... già, qualcosa del genere.
Buona giornata a tutti i "pasquettinari".
Un abbraccio,
Spooky
domenica 4 aprile 2010
BUONA PASQUA!!
Un bacino a Blue, un altro a Sognante, e l'ennesimo Grazie alle mie Twins :)
Spooky