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domenica 11 marzo 2012

Good God!!

Non c'è bisogno di parole.
www.assenzafragile.eu

GRAZIE A DIO IL REGNO DI TETTORE DI BLOGGER E' FINITO!!
(e un "bravo" a chi capisce la citazione)

Spooky,Rinata!!

venerdì 25 novembre 2011

Ho ritrovato il mio anello!!

Il mio Claddagh è sbucato fuori dal cassetto delle calze. Ed io sono contenta! :)

Spooky



martedì 1 novembre 2011

...

Che brutto tornare a casa dei miei, e sentirsi nudi. Sentirsi spogilati di una parte di sè, sentirsi inutilmente impotenti. Avete presente quando dicevo che il sentimento che odiavo di più al mondo era l'impotenza? Confermo.

Il mio bellissimo anello. Il mio, mio Claddagh. E non mi importa sapere che si ricompra, quello era il mio anello. Era anche un pò deformato, perchè Riccardo lo aveva "agganciato" con uno dei suoi bracciali e lo aveva storto un pò. Ma era bellissimo. Ed era mio.
E non capisco come sia stato possibile... lo avevo al dito, o almeno doveva essere lì, e poi... puf, niente, andato. Ho cercato per terra, sotto i mobili, nelle tasche. Niente.
Mi sento così vuota...

Lo so, sono stupida. Con tante cose importanti, uno va ad impensierirsi per un oggettino da niente. Ma quell' "oggettino da niente" era il mio "oggettino da niente". Era il Claddagh che rigiravo fra le dita quando Edoardo mi ha rubato un pezzo di cielo. Era il Claddagh che portavo quando io e Ric ci siamo lasciati. E che Laura guardava sempre con gioia, perchè si ricordava l'indecisione nell'acquisto, quei 19 euro sospiratissimi... e che invece vedeva spesi così bene. Mi ricordava Maura, le babbions, le mie dipendenze, le mie fantasie da bambina.
Lo portavo al dito da... tre anni. Sono un sacco di mesi. Un sacco di giorni.

Mi sento nuda. Mi sento un pò più sola. Ancora.
Spooky



domenica 23 ottobre 2011

Notturno

Sono stanca, ma due righe voglio scriverle. Perchè ci sono dei momenti che vanno incorniciati, in qualche modo, e questo è il mio.
Con il libro nuovo nuovo di John alla mia sinistra, le gambe sotto il piumone, un piedino lasciato al freddo ed il portatile senza corrente e quindi con un'autonomia limitatissima, scrivo questo post perchè... perchè alcune cose cambiano, altre si evolvono, ed altre ancora restano invariate.
Invariato questo blog, in fondo, da troppi anni, con un template che forse non sarei neanche più in grado di cambiare, con frasi storiche ed altre nuove ma stantie, con la patina addosso di qualcosa che ero e che forse non sono più. Magari sono così affezionata al passato che mi aggrappo, su queste pagine, al ricordo di una me che ormai non è altro che questo: un ricordo, il fantasma sbiadito di un passato che non tornerà.

Ed intanto gli anni passano, le persone cambiano, alcune restano, ed altre... beh, altre vivono. Ed io piango di gioia e rido, rido di cuore, e già mi rammarico di quanto "non-vivrò" e quanto "non-sarò".
Ho solo un pò  paura. Perchè il cambiamento spaventa, e la vita mi ha insegnato che a volte il cambiamento è... selettivo. Non voglio essere un ricordo. Non voglio diventare una cartolina ingiallita di qualcosa che non è più. Non voglio smettere di... essere noi. E nessuno mi darà questa certezza, mai, se non la trovo da me.
Cambia tutto così in fretta... mi sembra di non riuscire a tenere il passo. Mi sembra di non riuscire a star dietro a tutto, a tenere tutto insieme. A stringere in un solo abbraccio tutto quello che di questa vita non voglio perdere, tutto quello che non posso perdere.
Sono così felice... e così spaventata.

A volte mi dico che essere un punto fisso nel tempo e nello spazio non debba essere così male, nella vita. Ma so che il cambiamento è la base della vita, la sua forza, la sua energia: è che nel cambiamento sono volubile, ed il cambiamento, in passato, mi ha ferito.
Mi stringo al petto i ricordi, e vado a letto sorridendo: ti voglio bene!

Spooky




mercoledì 14 settembre 2011

Un paio di cose

"I'm gay because I've no control over it. It is the way I was born. So I brace it. I have to... I want to embrace it, because it's who I am, it's what I am, it.. I mean... that's the truth, that's the truth about me."

Questa perchè la trovo una frase... semplice. E vera.
Per il resto, vorrei solo che il video che ho visto io fosse guardato da tutti gli italiani... magari qualcuno, almeno qualcuno, capirebbe. E vabbè.

Insomma, Riccardo dice che è un anno che sono "fissata coi gay". Lo dice in senso buono, povera stella. Lo dice anche in senso malizioso, se capite cose che non intendo mettermi a spiegare qui.
Sarà che sono un tipo curioso. Sarà che ci sono cose, nella vita, che vorrei razionalizzare e non è possibile farlo. Sarà che fa tutto paura, e più guardo le persone che ho intorno, più cresce la paura per loro. Per me, per tutti.

Sto scoprendo di amare Barrowman in un modo... particolare. Umano. Prima di Vitto, dopo un paio di delusioni ed un pò di maturità venuta a confortare i miei 15 anni, mi sono resa conto che i personaggi della tv, del teatro, del cinema, non sono affatto come vogliono farci credere. Sembra banale, ma io ci ho messo davvero tanto a capirlo. Ci ho messo tanto, ed ancora mi pesa, accettarlo. Perchè è una di quelle cose che non capisco.
E poi sbuca, da un nulla che inizia con un rifiuto, John. Presuntuoso, pieno di sè, convinto nella sua volontà (perchè è la volontà che ci fa essere) di ottenere quello che crede gli spetti. Che odio, vederlo così perfetto cantare la canzone che avevo sentito da qualcun altro, e che quindi apparteneva a qualcun altro!

Ora... ora vedo una persona che ha deciso come gestire il potere che ha. Come sfruttarlo, per migliorare, almeno un pò, quello che ha intorno. Non mi sono mai accostata tanto alla... presunta sincerità di un personaggio famoso come in questo caso.
Sarà perchè quando lo sento cantare, ed è una cosa che non mi è MAI successa, neanche con Vitto, io sento la sua voce vibrare all'unisono con la musica. La sento... essere la musica. Non so se si può speigare, una cosa così. Su "I made it through the rain" la compenetrazione è... non lo so, mi fa impazzire. Letteralmente, mi fa uscire di testa. Mi sembra impossibile essere così tanto musica da fondersi totalmente con le parole. E' una sensazione che non c'entra niente con la modulazione, con l'interpretazione, ma con la vocalità, e l'anima, penso.

E quando senti una persona, che "non ti deve niente" (ce la ricordiamo tutti, la Divina? Bene, ricordiamocela), scusarsi di non poter firmare autografi sotto la pioggia, e chiedere di lasciare gli indirizzi e le cose da firmare in teatro, che avrebbe provveduto a spedirli lui ad ognuno... beh, ecco, c'è qualcosa che non ho mai visto prima, in questo gesto.

Non lo so, avevo voglia di parlarvi un pò di lui.
Ah, vado a vederlo. Ma lo sapete che sono più spaventata del mio primo incontro con Vitto? E se... non fosse? Ce la farò, a tenermi solo le mie visionarie sensazioni?...
Spero di sì. Sul serio. Perchè una persona così mi fa bene al cuore.

Spooky




giovedì 1 settembre 2011

Novitàààà!!!!

Sono diventata Master Subber. SONO DIVENTATA MASTER SUBBER!!!!!! Ma CHE BELLO!!!!!! *_____________*

SpookyMS

PS: oggi ho sentito Vitto. E' sempre bello sentirlo. In qualche modo, mi rassicura. Speriamo :)



mercoledì 24 agosto 2011

Riflessioni di un caldo pomeriggio d'agosto

Stamattina ho cercato di studiare, ma con pochissimi risultati. Fa un caldo straordinario, ed io non ho altro stimolo che quello di continuare a scrivere freneticamente sul mio pc, o di guardare la tv.
Mi manca l'università. Mi mancano i tempi in cui la noia era l'intervallo tra un abisso di studio e l'altro, e dove lo studio era... finalizzato, concreto, reale. Dove sapevo cosa mi veniva richiesto. Ero brava. Al liceo non sono mai stata un genio, ho fatto sempre tutto al mio massimo, e questo mi ha permesso di vivere serena. Ma l'università era il mio mondo. Anche se ero decisamente fuori dagli schermi classici dell'universitario, mi sono sempre trovata bene tra lezioni e studio.
Anche se non ero quella che studiava otto mesi prima per un esame, anche se ero quella della preparazione all'ultimo millisecondo, a parte rarissimi casi ho sempre dato il meglio che potevo. Ho sempre studiato con la voracità di sapere e di capire, di dimostrare.
Eppure, questa prova di ammissione al dottorato mi sembra un compito superiore alle mie forze. Non so cosa si suppone che io dovrei sapere. Non so come prepararmi. Ho scritto al coordinatore di uno dei dottorati per cui ho fatto domanda. Quello che mi interesserebbe di più. Beh, mi ha detto "si verificheranno le sue conoscenze pregresse". Conoscenze pregresse? Cioè? Quando è nato Dante, la teoria del piacere di d'Annunzio? O come si fa uno stemma codicum, gli errori dei testimoni, le edizioni critiche di Petrarca? Cosa si suppone che io sappia?
Il tutto, diciamolo, mi spaventa non poco.

Anche perchè, dall'altra parte, c'è sempre il doppiaggio. Ho scelto il dottorato per questo, in realtà: se entro, mollo tutto il resto. Chiederò addirittura a mia madre di restare fuori della mia vita lavorativa. Voglio fare doppiaggio. Allora perchè non mi impegno neanche lì? Perchè non faccio gli esercizi, perchè non mi informo sulle società di Roma?
Me lo chiedo, e so rispondermi solo con la consapevolezza che ho paura. Paura, come sempre, di tentare e fallire. Anche se davvero, davvero questa sento possa essere la mia strada.

E' che mi sembra un gioco.
Citando: "Allora, che mestiere fai?"
"L'attore."
"No, dico, per vivere, che mestiere fai davvero?"

Già. Qualcosa del genere. Eppure... dove si compra il coraggio? La forza per credere ad un obiettivo, crederci davvero? Mi hanno detto che è "solo" questo che ci vuole per diventare doppiatori. Ed è questa la cosa che mi manca.
Vorrei che qualcuno mi dicesse che devo fare da grande. Ehi, Capitan Harkness, cosa c'è nel mio futuro?...

Spooky




domenica 21 agosto 2011

Wedding speech

Boh... mi sembrava bello tenerlo qui, nel mio blog.
Dovrebbe essere pari pari a quello che ho letto.


Good evening to everybody, first of all I want to apologize myself for my bad English, and because I read instead of ad-lib. My English is no so good, and I’m so touched about this wedding (this celebration, ricordo che l'ho aggiunto io mentre parlavo... che buffi i ricordi!), that I’m worried to not find the right words, so I preferred to write them.
I want to speak in English because I wish this could be a little present to Brian, to tell him “thanks” to make one of my closest friend so happy.
I knew Laura six years ago, in a strange and a bit crazy way, and I always think she’s a very good person. She’s smart, clever, generous. From then on, in a short time she, and her sister, has become not just a friend, but a family. She shows me the meaning of this word. She has a sister, a wonderful family, a fantastic twin
(non ricordo bene cosa ho detto qui... ma qualcosa di simile!), but she always make me feel like her sister as well. And just like sisters do, she taught me a lot of things, things that I try to recall when I’m sad.
She taught me to be grateful for the little joys of everyday life, and to remember the good things, forgetting the bad ones.
She taught me to be happy although things aren’t good, she taugh me to keep on fighting for the things I want, she taught me persistence, loyalty, togetherness.
 And I only want to tell her thanks for everything.

I wish Laura and Brian all the best for their future.
You’re fantastic people, and you deserve all the happiness in the world. I hope you two could be in love, as today you’re, for the rest of your lives.
I really love you.


Baci,
Spooky



Resocontiamo - Canada

Ed eccomi all'ultima parte del mio viaggio.
La "tappa canadese" non era, nei miei progetti, una "vacanza".
Era il matrimonio di Laura.
Non sono andata per visitare il Canada, anche se mi piaceva l'idea di vedere qualcosa della terra che ho sognato per tanto tempo, ma per assistere al cosiddetto "giorno più bello" di una persona che ha significato, e significa, moltissimo per me.
In realtà, è stato questo, ed anche di più.
L'arrivo è stato contornato da una pioggerellina che si è presto trasformata in un temporalone coi fiocchi, cosa che ci ha costretti a lavarci i denti a lume di candela ed andare a letto alle 9... e se non fosse stato per un pò di fastidioso mal di pancia, la serata è stata deliziosa: starsene a letto, piacevolmente avvolti in un piumone, abbracciati alla persona che si ama, chiacchierando a bassa voce e raccontandosi per il solo piacere di ascoltare le esperienze dell'altro, per  dirsi, semplicemente, e ritrovarsi ancora una volta più vicini di un attimo prima, è un'esperienza che auguro a tutti, perchè è la più bella del mondo. Ecco, penso che lì... penso che in quella sera ho avuto la certezza di cosa ci sia nel mio futuro. Una certezza durissima, come il diamante.

Il giorno dopo abbiamo visitato un pò Halifax, nonostante la pioggia ed il freddo non aiutassero molto a godersi il tutto. Abbiamo visitato il birrificio locale, bevuto una birra molto buona, passeggiato, fatto un pò di acquisti, ed il giorno dopo siamo partiti per l'ultimo hotel del nostro viaggio: New Glasgow.
Sia durante il viaggio, sia all'arrivo, mi sono resa conto di come quello fosse il Canada che avevo sempre sognato: prati senza fine, alberi, silenzio. Pace. Tranquillità. Comprensione. Mi sono sentita a casa, a chilometri e chilometri di distanza da dove sono nata e cresciuta. Mi sono sentita dentro il libro che avevo immaginato per questo viaggio, mi sono sentita nel Canada che avevo così tanto sognato.
E' buffo, quando il sogno diventa realtà. Ti viene proprio da ridere... e dire:  "è tutto come lo avevo immaginato. Ed è reale".
Quando siamo arrivati, la prima cosa che ho fatto è stato chiedere della "famiglia Pavesi": è stato bello abbracciare Lucia, farmi raccontare del loro arrivo burrascoso, abbracciarla e sentirmi, ancora di più, a casa. In famiglia.
E' stato come completare un cerchio: questa è stata la "nostra" vacanza, mia e di Riccardo. Una vacanza non solo bella ed importante di per sè, ma per noi. Noi come coppia, noi come futuro. E... e vedere, alla conclusione di quel fantastico viaggio, Lucia, e poi tutti gli altri, è stato... chiudere il cerchio. Tornare a casa. Con una nuova famiglia.
Ecco, se dovessi dare un nome alla mia vacanza canadese, la chiamerei "famiglie che nascono, che si allargano, che si evolvono". E presentare Riccardo alla mia famiglia, al completo, è stato per me importantissimo.

Vedere Laura corrermi incontro ed abbracciarmi è il ricordo più vivido che mi porto dietro di questa esperienza. Sapevo che le faceva piacere la mia presenza, ovviamente, ma sentirla tra le mie braccia ripetere il mio nome mi ha dato esatta misura della sua gioia, per il matrimonio imminente e perchè ci sarei stata anche io. Non mi sono mai sentita tanto onorata come in quel momento.

E poi... la cena al cottage, un cottage come quelli dei miei sogni, con me dentro!
Vedere tutte (quasi tutte) le babbione lì, insieme, in un luogo così lontano da casa e così lontano da Vitto... è stato straordinario.
E sentirmi utile nell'organizzare il buffet, sentirmi partecipe di quello che c'è dietro la cerimonia, vedere Riccardo preparare il cibo al mio fianco, e sentire le gemelle scherzare con lui come fanno con me... vorrei riuscire a spiegare la gioia che dà una cosa del genere, riuscire a farvela sentire... perchè è qualcosa di enorme, immenso, che trapassa il cuore, e fa sentire vivi.

E poi, finalmente, il matrimonio. La mia ansia per tutto il giorno, il controllare istericamente l'orologio, e poi scendere nella hall dell'albergo, vedere Laura, e non trattenere una valanga di lacrime, perchè è davvero bellissima, raggiante, e sento la sua gioia contagiarmi, ed è talmente forte che bisogna farla uscire in qualche modo, ed io ho solo le lacrime, si sa.
La cerimonia è stata commovente e sentita, intima, familiare, e nel curvarmi per tradurre a Riccardo le poche cose non dette anche in italiano ho percepito il raccoglimento intenso di questo evento piccolo, ristretto, ma magnificamente brillante. Come un gioiello.
Andare al ristorante, un fantastico edificio in riva al mare, e vedere Laura e Brian far finta di tagliare la torta per le foto, con un bellissimo tramonto he entrava dalle immense vetrate... se non fossero state ricoperte dai ragni, le avrei apprezzate ancora di più :P
Il mio discorso. Che alla fine pensavo non avrei avuto il coraggio di fare in inglese... e che invece ho fatto. In cui pensavo di riuscire a trattenere le lacrime... che alla fine non ho trattenuto. E vedere Laura venire ad abbracciarmi.
Infine, le "foto di famiglia". Le foto in famiglia. Ed essere fra quelle. 
Un'ultimo abbraccio, e poi a nanna, che non ci sarà un'altra notte americana.

Altri areoporti, altri aerei, altre attese infinite per imbarcarci. E le ultime foto, perchè non ci sarà un altro viaggio così. La sensazione di aver vissuto qualcosa di irripetibile. La consapevolezza di averlo vissuto, vissuto davvero, col cuore e con l'anima. Di essere stata felice. Tremendamente e completamente felice.

Ed ora mi restano le foto, i ricordi, e l'anello al dito di Laura, che so già porterà a galla migliaia di emozioni splendide ogni volta che mi ci cadrà sopra l'occhio: un'altra cosa che la renderà ancora più speciale per me.

Spero il resoconto vi sia piaciuto.
A me ha fatto piacere scriverlo.
A me ha fatto paicere viverlo.
Un bacio,
Spooky





venerdì 24 giugno 2011

Fine

E pure lo stage è finito. Cavolo, come passa il tempo. Devo dire che, tornando indietro, rifarei le stesse cose che ho fatto... però le farei meglio. Se il mio scontro con Nicola fosse avvenuto prima, se fossi stata più determinata, se avessi preso il tutto più sul serio. Non lo so. Ma non mi importa. Quello che ho capito, da questo stage, è che io  posso fare questo mestiere. Ed è una bella soddisfazione, saperlo con certezza. So che posso farlo. So che ho il talento e la determinazione per farlo.
Magari Nicola non mi darà mai l'opportunità di un turno, magari non avrò le occasioni che ha avuto Simona, ma a me questo lavoro piace. Piace sul serio. E mi da modo di sfogare tutto ciò che sento. Ciò che sono. Devo iniziare a lavorare. Poco, anche, ma lavorare. Devo mettermi in gioco. Devo sfondare le barriere.
Io ho talento. E' strano da dire, per una come me.

Mi sa che dovrò abituarmi ad una serie di cose strane, da oggi in poi. Bisogna crescere. E chi lo sa, se poi è un male... ora come ora, non mi sembra ;)

Un bacio a tutti, popolo del web.
Spooky


giovedì 2 giugno 2011

Sunshine!

E quando passi due ore a parlare di letteratura, di Proust, di Musil, mangiando casareccio e dopo due anelli buoni ed uno "pregievole", beh... sì, puoi ritenerti soddisfatta, piccola Spooky!!

Spooky



mercoledì 11 maggio 2011

In mare con Ismaele

Mi barcameno tra pensieri e sensazioni opposte. Cerco di tirarmi su il morale, di convincermi, e poi un secondo dopo mi trovo abbattuta e sconfitta. E poi di nuovo in piedi.
Non so se sia questa la sensazione che dovrei provare, ad intraprendere un percorso nuovo e così tanto intimo come quello che sto portando avanti, ma mi sembra l'unico scopo a cui io possa ambire al momento. L'unica aspirazione rimasta, l'unico barlume di luce in fondo al tunnel. Così la inseguo, frenetica, spaventata, e talmente tanto concentrata sulla ricerca in sè da rischiare di perdere di vista l'obiettivo.
Stasera me lo sono lasciata sfuggire. Domani ho intenzione di afferrarlo. Domani, in un contesto dove mi sento più a mio agio, ho intenzione di afferrare la mia occasione. Perchè so che posso farcela. So che è nel mio DNA, devo solo crederci un pò di più. E spingere con tutte le mie forze.

Su, Piccola Spooky. Focus.
Spooky



lunedì 25 aprile 2011

Auto-convincimento

Domani lavoro. Non so perchè lo sto prendendo così male. Forse perchè non mi ci trovo, forse perchè lo sento come un dovere che non mi da nulla, oltre che ansia. Ogni volta che entro lì dentro, boccheggio.
Non mi sento un genio quando faccio ripetizioni, ma mi sembra di riuscire a far imparare qualcosa al ragazzo a cui insegno. Mi sembra di riuscire a fargli capire, almeno un pò, la nostra lingua.

Questa cosa invece la odio. Non mi piace. Vedo che praticamente non riesco a farla, ad impararla, anche se è elementare. Vado a letto pensando ai bei momenti che mi ha regalato questo fine settimana, alle prospettive di quella appena entrata. Solo due giorni, in effetti, e me ne andrò a Londra, il che è fantastico.
Eppure...
Simo ieri mi ha detto "la vita prima di tutto", o una cosa del genere. Il concetto era: se fai un lavoro che ti angoscia, che ti fa stare male, che ti rende infelice, meglio non farlo. Non lo so. Una parte di me prega che abbia ragione, l'altra... l'altra sa che non è così. Che bisgona lavorare, per poter fare altro, che bisogna stringere i denti e chinare il capo.
Devo fare quello stage. Devo metterci anima e corpo. Per uscire da questa gabbia... per ricominciare a respirare.
Io posso fare altro. Io devo fare altro. Questo è solo un momento. Devo stringere i denti, ed impegnarmi in altro. Finire la tesi. Entrare in quello stage. Fare altro.

Questa settimana, e poi... poi voglio che il lavoro sia solo un impegno necessario, tra le cose che devo e che voglio fare per realizzarmi. Mettere mano alla tesi, seriamente, impegnarmi col doppiaggio, con le traduzioni. Stringere i denti.
Io non voglio fare questo nella vita. Non voglio.
Devo costruirmi un altro futuro.
Devo costruirmi un'altra vita.
La mia. La nostra.

Spooky



venerdì 15 aprile 2011

To Max, with... me

Insomma, alla fine c'è sempre qualcosa che voglio dire. Qualcosa che sento esplodere dentro di me, e che devo necessariamente tirare fuori. Sarà questo lo scrivere? Il dover condividere? Ieri ho riletto una cosa scritta anni fa, e mi sono venuti i brividi per quanto fosse scritta male. Ma non importa, sto divagando. Questa devo proprio raccontarvela. Non so poi il perchè, magari perchè la mia "storia con Truman" è stata talmente tanto pubblica, bistrattata, usata, che non dirvene più gli sviluppi sembrerebbe sciocco, o solo ingiusto. Sarà che ho voglia di parlare di lui. Sarà che, nonostante tutto, ha ragione Ric: c'è qualcosa, nel primo amore, o meglio, nella "cotta adolescenziale", che resta, e che brucia... e che merita attenzione, comunque, sempre, anche a distanza di anni, anche se non fa più male.
O forse sono io. Anzi, probabilmente sono io. Sono io, e Max. Io, ed il mio Truman. Io, e il diavoletto dispettoso che ho creato per ricordare il mio nome, sia mai dovessi dimenticarmene. Io, e la mia anima bambina. Perchè, dopotutto, è Max, è sempre stata lui, la mia assenzafragile.

Insomma, giro su facebook, così. E visto che sto aspettando che la mia potentissima adsl carichi Cassl (no, non l'ho scritto male... Castle è Cassl, sempre, comunque, il mio mitico, vanitoso, geniale, e totalmente selfish Cassl!), mi snoo messa a cercare Max su fb. Non vi allarmate: è una cosa che faccio, ad intervalli irregolari, solo per curiosità. O forse per controllare. Chi lo sa, magari mi aspetto che un giorno la vita gli vada tanto male da costringerlo a ripensare a me... magari spero ancora che... ma sto speculando.
Diciamo solo che sono una alla quale non piace arrivare seconda. Figurarsi perdere. E che Truman è stato un fallimento su tutta la linea, un fallimento mio, della mia anima e del mio cuore, nel giudicarlo, nel costruirlo, nel gestirlo ovviamente. Sarà che sono un tipo ossessivo-compulsivo.
Comunque, digito e premio invio. E cosa scopro? Che non ha solo un profilo, ma una pagina in cui promuove il suo corso di teatro. Corso di teatro!! Lui! Il mio Max!! Folle.

Insomma, in un certo senso sono anche fiera. Qualche giorno fa a Termini ho incontrato per caso Nicola. Non ricordo neanche più il suo cognome. E' cresciuto da morire. Ero sulle scale di uscita della metro, e mi trovo davanti questo ragazzone vestito un pò alla Francesco (compagno di università a Verona), con un gilè tipicamente gay. Mi sono detta "ecco un altro di quelli che abbiamo perso!" così, tanto per farmi una risata mentale. Fatalità gli ero proprio dietro, e gli ho guardato le mani: sapete, per me sono un'ottimo indizio per capire se qualcuno sia gay. Non so perchè, ma mi aiutano. Insomma, Nicola ha due manone da uomo rude e virile. Mi sono detta "ah, magari mi sbaglio allora". Finita lì. Poi mi trovo sulle scale mobili, e sento un tizio che parla. La voce mi ricorda quella di Max, così mi giro... e scopro che il tipo col gilè non è "un tipo con un gilè", ma Nicola. Il Nicola di Max. Il Nicola-Avere, contro l'Essere-Max.
Mi sono scoperta a fissarlo e sorridere. E' cresciuto, sempre magro come un chiodo, bel taglio di capelli, voce ancora un pò stridula, ma meno di quando era adolescente. Non lo so, mi ha fatto piacere. Avrei voluto fermarlo, e semplicemente chiedere una conferma: "scusa, ti chiami Nicola, vero? E'... è che un tempo tu hai fatto parte della mia vita, anche se non lo hai mai saputo". Fico, non trovate? Se una persona venisse da me dicendomi una cosa del genere, le offrirei un caffè e mi farei raccontare tutta la storia.
Ma io non ho avuto il coraggio di chiedere conferme, e forse lui non mi avrebbe offerto nessun caffè.

Comunque, tutta questa storia forse viene fuori adesso perchè domani vado a vedere un suo spettacolo. Sono... sì, sono cinque anni che non vedo Max. Cinque anni. Si può morire, in cinque anni. Si può anche rinascere, in effetti. Io sono rinata. Ma sta di fatto che... che sono ancora qui, a scrivere di lui, giusto? Quindi non tutto è cambiato. Sono rimaste le mie mani, la mia voglia di scrivere (anche se consumata, provata, liofilizzata da.... da cosa? Dal destino? Dagli eventi? O semplicemente dall'incapacità di... conbattere?), le mie paure, le mie fobie.
E' rimasto Max. Oh, lui è rimasto. Lui rimane sempre.

Tempo fa ho avuto una conversazione non molto piacevole con Ric. Non stavamo litigando, mi stava... esponendo dei fatti. Ricordo gl occhi lucidi, mentre torturavo un rigatone broccoli e salciccia. Ho un'immagine molto simile nella mia memoria, il mio primo ricordo in effetti: io che mi riprendo dallo spavento dopo che Paola ha fatto tardi per la mensa dell'asilo, ed io avevo pianto disperata perchè pensavo mi avesse lasciato lì. Un rigatone, ma la pasta era in bianco, quella volta.
Comunque, la conversazione era stata... rivelatrice, in un certo senso. Del fatto che Ric mi ami, incondizionatamente, e del fatto di come io... abbia dei difetti. Dei difetti che non pensavo di avere. Delle mancanze che non pensavo di avere. E' stato brutto, anche se sincero. E, ancora una volta, mi sono trovata a dare la colpa a Max, e poi a me stessa.

C'è qualcosa, con Truman. Qualosa di non chiuso, che ho smesso di immaginare che si chiuderà. Chi lo sa, magari un giorno. Fortunatamente non ci penso più. Al fatto che possa chiudersi, dico. Me lo trovo lì, di tanto in tanto, come i fantasmi di Nash in fondo alla sala, il giorno in cui ha ricevuto il premio Nobel.
Mi sorride, piano, e mi ricorda che ognuno si porta dietro i propri incubi, ed ognuno deve imparare a gestirli. A combatterli, o ad amarli. Io, il mio, ho lasciato che mi divorasse... e poi l'ho murato vivo. Esattamente così: l'ho inglobato in ciò che sono, ne ho lasciato i pezzi sparsi in giro, e sono tornata ad abitare nella casa infestata. Ogni tanto si sente qualche rumore... si muove qualcosa. Ma, se lo ignoro, lui va via. Ed ho imparato ad essere felice, anche così.
Ora poi, che ho uno spirito buono a proteggermi, sono convinta che quasi nulla possa uccidermi. Farmi male, sì, ma non uccidermi. Non come ha fatto lui. Non come ho fatto io.

Vi farò sapere.
Intanto, mi vado a riguardare un pezzo di Notre Dame. Perchè... beh, il perchè mi pare ovvio.
Spooky



domenica 10 aprile 2011

Fuck!

But I couldn't be happier
Simply couldn't be happier
(spoken) Well - not "simply":
(sung) 'Cause getting your dreams
It's strange, but it seems
A little - well - complicated
There's a kind of a sort of : cost
There's a couple of things get: lost

There are bridges you cross
You didn't know you crossed
Until you've crossed
And if that joy, that thrill
Doesn't thrill you like you think it will

Ecco quello che so fare quando le cose vanno per il verso sbagliato... rinchiudermi qui, e scrivere... rinchiudermi lì, e farmi abbracciare...
E'davvero questa la persona che sono?...
E' davvero questa la... cosa che sono diventata?...

Io... come faccio, a trovare sempre, sempre, una giustificazione alle mie mancanze?
Perchè, per una volta, non ti prendi la responsabilità delle tue azioni e non ammetti di essere l'egoista che sei?...

Conti solo tu, giusto? Solo tu, solo tu, solo tu!!!
Dio, quanto sono arrabbiata....
Spooky





sabato 19 marzo 2011

Grandioso

E' bello essere una star.
Ed è proprio così che mi sono sentita, non c'è niente da fare. Quando trovi un albergo a quattro stelle pagato, una cena spesata, un liceo ipertecnologico che ti accoglie, ed un pubblico entusiasta che ascolta le tue parole su un palco, non penso ci si possa sentire diversamente. Siamo stati grandi.
Terracina, cielo nuvolo ma temperatura mite. Il mare ad un passo, due rappresentazioni in programma, una di sera, per il pubblico locale, e l'altra il mattino dopo, per i ragazzi del liceo. E' stato un successo. Certo, non penso che tutta la trama sia stata seguita, non penso che molte cose siano state comprese fino in fondo, ma che importa? C'eravamo noi, spettacolari, bravi, nella parte, intensi e comici al punto giusto, tanto da rendere "divertente" e godibile anche un testo particolare come questo, perfettamente affiatati. Con tutti i difetti che ha questo spettacolo... è stata la migliore rappresentazione a cui ho preso parte.
E poi... beh, mi sono piaciuta molto. Penso di aver... arrotondato ancora di più il personaggio, reso più mio, caricandolo invece di snaturarlo, e "facendomi lei" pur restando me stessa. Ho tirato fuori, in me, quello  che lei doveva avere. Una sensazione strana, in effetti, ma... grantificante.
Si, sono gasata! :D

Ora vi lascio, vado a coccolare il mio amore... in attesa del prossimo pubblico!!! :P
SpookyRuth








venerdì 4 marzo 2011

Non scrivo quasi più. Vorrei trovare una spiegazione soddisfacente, ma per il momento la sola che vedo è che non ne ho voglia, non ho stimoli, o forse solo non ho niente da dire. Chi lo sa. Che poi, alla fine, qualcosa da dire si trova, ma... è l'idea di esternarlo, renderlo pubblico, che mi lascia perplessa come prima non accadeva. Prima scrivevo per me, ora mi sembra di farlo sempre per un pubblico. Immagino le persone, dall'altra parte dello schermo, pronte a leggere le mie parole, ed anche i miei silenzi. Una volta il pensiero non mi sfiorava neppure. Come essere nella casa del Grande Fratello, ed improvvisamente accorgersi che ci sono le telecamere, che fino ad allora non avevi proprio notato. Mah, che strana la vita. E così se ne va un altro sogno, mi dico. Se ne va un altro talento, scivola via un altro tassello di me. A volte mi domando dove andrò a finire. A volte mi domando se mi renderò conto del passaggio, o mi troverò a non essere più me senza neanche saperlo.
Semplicemente un giorno non mi firmerò più Spooky, non controllerò più la mia mail, dimenticherò la password che mi rende ciò che sono, e dimenticherò... tutto. Anche Vitto. Perchè sì, mi sembra di star perdendo anche lui.

Questo intervento voleva avere tutt'altro tono. Oggi, un pò per non morire, o forse un pò per celia, sono andata ad assistere ad un turno di doppiaggio. E' stato bello. Dalla strada, che mi ha portato spaventosamente vicina al 2006, fino a... tutto: le voci, la sala, le persone. Il buio. E' un buio artificiale, plastico, quasi ostile, ma mi è sembrato di trovarmici subito bene. Mi è parso fosse accogliente, morbido, caldo in qualche modo. Le sale, nuove ed impeccabili, invece di rimandarmi la sensazione di container senz'anima (come mi avevano dato gli uffici della CentroSolar), mi hanno... coccolato. Mi sono sentita profondamente a casa.
Poi, ovvio, c'è stato tutto il resto. Il sottile imbarazzo di trovarsi in un luogo nuovo, i sorrisi di circostanza, i tic nervosi. L'idea di star disturbando gente che lavora, cosa che mi lascia sempre addosso una sensazione di inadeguatezza e disapprovazione. Eppure sono stati tutti molti gentili, disponibili al dialogo, aperti, diretti. Senza fronzoli, senza orpelli o incipt barocchi, persone. Persone particolari, potrei dire. Cariche di una diffidenza bambina che era solo mia, ma vedevo riflessa nei loro sguardi incuriositi più dei miei. Forse sarà stata la suggestione del momento, ma mi è sembrato addirittura che a volte la direttrice di doppiaggio mi guardasse con riconoscenza, come a dire "ma allora qualcuno lo sa, che esistiamo!".
Sì, lo so. Parlavo con Alberto e mi sono ritrovata a rendermi conto che ho iniziato a farmi domande sui doppiatori da X-files. Da Mulder, da Ludovisi Bersanetti. Ho cominciato a vedere ER perchè doppiava il Dottor Green, visto che X-files era stato privato del suo protagonista. E poi hanno segato anche lui... era destino, si vede. Riaffiorano dei ricordi, come se qualcosa di questa professione abbia accompagnato anni non ssospetti della mia vita. Chissà con che diritto poi.

Il turno di doppiaggio (che mi ostino a chiamare "sessione", retaggi universitari ancora troppo vicini suppongo!) si è svolto... beh, esattamente come quelli che faccio (facevo) al corso: visione, prova sonora, muto. Ho assistito a BBT, e devo dire che mi ha sorpreso vedere come durante la prima visione Leonardo Graziano già smozzichi le frasi, si legga le battute, e dopo, sul primo sonoro, magari guardi più che parlare. Curioso. A volte ha letto addirittura prima della visione (che è una cosa che ho fatto anche io, un paio di volte, ma credevo di star sbagliando :P).
La prassi è la stessa, più o meno: si incide, si lima, si aggiusta, si stendono/accorciano le battute, e via, verso la successiva. Certo, per i tre quarti a me le battute sembravano perfette già alla prima incisione, e spesso mi sono chiesta quale fosse il bisogno di registrarle nuovamente, ma insomma... non posso capire proprio tutto :D

Comunque, un'esperienza da ricordare... qualcosa che mi ha fatto bene all'anima, al cuore, agli ormoni ed al fegato, tutta roba che ultimamente è stata messa un pò sotto pressione.
Certo, poi c'è stato lo str@nzo con la Smart che per sorpassarmi si è fatto tutta la strada di Capannelle in doppia fila accanto a me solo perchè io, che ero nel giusto, avevo deciso di non farlo passare (mi ha anche mandato a quel paese... non gli ho risposto solo per paura che scendesse col crick!), ma anche questa è passata.

Vado. Sono contenta di aver scritto un pò.
Mi manco, a volte.
Spooky



sabato 18 dicembre 2010

Il ritorno a casa - Caserta, 17-12-10

So che sono latitante da mesi, ma tra la laurea, Riccardo, Berlino, ed il teatro non ho avuto molto tempo da dedicare a me, figurarsi al mio blog.
Ma questo post voglio proprio scriverlo. Un pò per non far morire la bella abitudine di raccontarmi sul mio spazio, un pò perchè ne sento la necessità. E' bello voler tornare a condividere, quando per tanto tempo più che un tentativo di connessione questo blog è stato un pozzo in cui sfogare la malinconia. E da quando le cose vanno meglio... sembra quasi che non mi serva, scrivere qui. Ma non è vero. E' solo che condividere la gioia, oltre che vanto, è dispersione: perchè donare ad altri una felicità così a lungo aspettata, temuta, anelata? Io vorrei tenerlla solo per me. Centellinarne un pò agli amici, ai familiari, e tenermi il grosso di ciò che a lungo ho desiderato invano.

Ma oggi mi sento altruista. Perchè ieri mi sono sentita... a casa, come non pensavo sarebbe potutto accadere, ed è stata una sensazione talmente tanto bella che non ho voglia di dimenticarmela... perciò la scrivo.
Il mio debutto teatrale non è stato come me lo immaginavo io. Non ci sono state grosse tensioni, non c'è stata ansia da palcoscenico (almeno non durante lo spettacolo: la generale invece è stata un disastro), nessun intoppo rilevante, a parte il freddo che ci attanagliava un pò tutti. Mi sono divertita. Ecco, la cosa principale, che non voglio rischiare di dimenticare, è che mi sono divertita da matti.
E' stato fantastico, letteralmente fantastico essere per un giorno... Ruth. E guardare attorno a me muoversi uomini attratti e sottomessi, comandarli, gestirli e riderne. Certo, lei non è me. Io ho una coscienza, una morale, un senso del dovere e del rispetto. Ma essere priva di tutto ciò è stato... liberatorio, e bellissimo. Senza senso di colpa, senza imposizioni, senza costruzioni sociali, solo io e la mia volontà d'affermazione, solo uomini e potere, che ho scoperto avere sempre una sua logica, un'etica dell'egoismo che gli è propria e che, in un certo senso, è dannatamente condivisibile.

Insomma, questo è per dirvi che a febbraio, al Manhattan di Roma, vedrete uno spettacolo tagliente, duro, "scandaloso", come recita sarcastica la lodandina... ed io sono orgogliosa e fiera di farne parte.
Vado a sistemare la mia trasferta Milanese, torno Valeria, e lascio Spooky a giocare con il ricordo di Ruth.

Ragazzi, che giornata!!!
Spooky



giovedì 4 novembre 2010

Walt Disney


Tutte le favole iniziano sempre con un "C'era una volta..." e finiscono inesorabilmente con un "... e vissero tutti felici e contenti."
Sono cresciuto leggendo Topolino e guardando i cartoni animati di Walt Disney, ed inevitabilmente ho creduto (e forse ci credo ancora) al mieloso e rassicurante lieto finale delle storie. Purtroppo non è quasi mai così, o almeno non lo è per me. Sento tante storie accadute a persone che conosco (e non i soliti amici di cugini o affini) che mi fanno pensare che in fondo Walt Disney ha ragione, ma a me queste cose non succedono. Il lieto fine è un lusso che non conosco, che non mi viene prospettato.
Posso giocarmi tutte le carte che ho a disposizione nel migliore dei modi, posso fare in modo che ogni singolo mattoncino dei lego si incastri perfettamente con un altro, ma alla fine, nonostante non possa fare oggettivamente più di quanto ho fatto, quella crepa, quell'imperfezione nata all'inizio di tutto, quando la costruzione non era neanche stata progettata, quando le carte non erano state neanche distribuite, quell'unica mossa sbagliata fatta convinto che il gioco non fosse ancora cominciato fa si che la costruzione cada, che la partita perfetta se la aggiudiche qualcun altro.
A me non resta che raccogliere quanto rimasto a terra, e cercare di limitare i danni...


Questo scrisse. Ma chi lo ha detto, che le cose hanno un solo significato?...
Spooky




 

venerdì 24 settembre 2010

One week


Una settimana. Unasettimanaunasettimanaunasettimana. Diamine, che ansia maledetta. Come se una valanga stesse per abbattersi su una stradina di montagna, proprio la stradina di montagna che sto percorrendo io. Ho appena letto, nell'ordine, un blog ed una mail, e prima di fiondarmi a rispondere, a chiedere, a dimostrare, mi cimento nell'aggiornamento del mio blog. Chissà perchè poi.
Sarà che sento il cuore accelerare al solo pensiero di tornare a casa. E non tanto per... per quello che è sospeso e che non basterà una valanga a smuovere, ma per il resto. Per me.
Sognante ha detto "...e poi?".
Io ho alzato le spalle. Cosa vuoi che ne sappia, io, del poi.
Mi tengo stretti i sogni ipocriti che faccio, l'iperventilazione del mio respiro, e cerco di continuare a camminare. Mi vien da piangere. Se sento... se provo ad immaginare di tornare a casa, non posso far altro che trovarmi a piangere: c'è qualcosa di spaventoso e terribile nel tornare a Roma. Eppure, è quello il riparo, quello il rifugio di una vita.
Ma se... se quello diventa quotidiano, quale sarà, poi, il rifugio e riparo? Dove andrò a nascondermi, quando le lacrime dovranno uscire? Dove scapperò quando ci sarà da scappare, dove coltiverò le mie bugie ed i miei fallimenti?

Mi vengono in mente delle cose.
Marco, per prima cosa. Ed un dolore... così inaspettato e sincero, che tutti quei singhiozzi non sarebbero potuti passare in silenzio. Dove andrò a piangere la mia incomprensione, se mai dovessi trovarmi ancora così incapace di comprendere la vita?... Chi tornerà a casa pronta ad abbracciarmi senza parlare, coccolando il mio caos e portandomi un bicchiere d'acqua in cui sciogliere la rabbia?...
Il coro. Ed un mercoledì che non sarà più... non sarà più mercoledì. Chi mi farà ridere come mi hai fatto ridere tu in questi anni?... Chi mi darà modo di sognare ancora un abbraccio, un bacio, un'intesa che sia solo nostra?...
La mia stanza. Calda. Non riesco a credere che non ci sarà più una stanza calda. Dio, che paura che mi fa, questa cosa qui.

Ora vado. Ho solo un momento di... visualizzazione. Quello che vedo è talmente tanto più grande di me che mi lascia senza fiato. E non vorrei più uscire di qui, più muovermi... vorrei fermare il tempo.
Sono contenta di tornare a casa, ma quello che mi aspetta mi terrorizza. Il passato mi terrorizza.

Spero di essere in grado di salvarmi, ancora, da me.
Devo solo continuare a respirare...
Spooky