giovedì 10 marzo 2011
Uffaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Weekend con il mio amore... sfumato!!! :'(
Spooky
PS: problema con la cliente risolto, con un magheggio, ma risolto. Fortunatamente anche lei è una capretta ad usare il programma, così ci siamo date una mano a vicenda. Il capo non c'è, non so se arriverà, ed io nel mentre mi giro i pollici... inutile anche che mi metta a controllare gli agriturismi, visto che tanto non ci andremo più... :'( Ci vorrà tutta la mia bravura per farmi perdonare!!
mercoledì 9 marzo 2011
Un po' di rabbia, un po' di tensione
Ma se è così, io penso che non lo farò mai bene. Mai come dovrei. Eh già, perchè non riesco proprio a ritrovarmi in questa logica.
Insomma, oggi pago delle fatture (pago... non è vero, inserisco nel sistema che le fatture di acquisto sono state pagate, così, sulla parola del mio datore di lavoro). Inizio a lavorare alle 10 (dovrei arrivare alle 9:30, ma ho fatto tardi, in più il capo non ha sentito il citofono, e quindi sono rimasta altri dieci minuti di fuori), e alle 11,20, esattamente 20 minuti dopo che il capo è uscito per andare da un cliente, ho finito quel che devo. Morale della favola: non so più che fare. In senso letterale: non ho altri compiti, non ho altre mansioni, tranne quella di rispondere al telefono, quando suona, e stamattina decide di squillare solo per emettere un "beep" non meglio identificato. Allora mi metto a girare un pò per i fatti miei su internet. Passa un'ora, ma far passare la seconda è dura, anche perchè la rete non funziona praticamente più, caricare le pagine sembra un'impresa, chi lo sa che aveva. Comunque sono le 12:38, alle 13 stacco, sono contenta come una Pasqua... squilla il telefono. Una cliente ha un problema con le fatture, e visto che le sto facendo, penso sia giusto provare a darle una mano, anche se non ho alcuna competenza per farlo. Non riesco, e visto che le serve entro domani le assicuro che sarà richiamata il giorno dopo, visto che nel pomeriggio non c'è. Bene. Scrivo una mail al capo, visto che domani non sono in ufficio, spiegandogli il problema, e mi metto il cuore in pace.
Alle 12:49 il capo torna. Prima di alzarmi ed andar via, gli racconto il problema, e lui si arrabbia con me perchè non sono stata in grado di risolverlo. Gli chiedo cosa avrei dovuto fare, gli faccio vedere nello specifico dove le cose non vanno, gli domando come risolvere, e lui, testuale "non lo so, non conosco questo programma". Mi verrebbe da rispondergli "ed allora dovrei conoscerlo io?!" ma taccio. Mi dice perchè non mi sono fatta spiegare il problema in remoto, cosa che non mi aveva mai detto esistere, e poi mi impone di richiamare la cliente e "risolvere il problema". Se non fosse che la cliente è fuori ufficio e non si sa quando tornerà... morale? Domani, che dovevo andare in casa editrice, tornerò lì a "risolvere" non so cosa, visto che NON HO IDEA di come risolvere un problema su un programma che non conosco.
Sono arrabbiata. Arrabbiata dal fatto di non sapere, arrabbiata che si pretenda che io sappia, arrabbiata di fare un lavoro che non so fare ed in cui non so che fare, arrabbiata di non sapere come arrivare a fine mattinata, ed arrabbiata del fatto che comunque mi si imponga di farlo "lavorando", anche se lavoro non ce n'è per me. Lui mi ha assunta, se non sa cosa farmi fare è un SUO problema, non mio! Non mi sono messa in ginocchio a pregare, non l'ho implorato, e per quanto mi paga (tra parentesi a fine giugno, mica ora) potrei anche restare a casa.
Se ognuno di noi... se ognuno fosse pagato per fare quello che sa fare, e non per quello per cui non è portato o che nessuno gli ha insegnato a fare... allora le cose andrebbero meglio, molto meglio in quest'Italia di raccomandati ed imbecilli.
Non amo fare brutta figura, non amo non sapere, non amo far pensare agli altri di esser stupida. Ma ci sono cose, tante cose che non so... e se nessuno me le insegna, nè mi dà un libro su cui studiarle, di certo non mi arrivano per volontà divina.
Non è servito a niente sfogarmi, ma almeno ho scritto un pò... perchè sì, questo lo so fare, ma ahimè, a chi importa che io sappia scrivere? No, l'importante è che io faccia la partita doppia, che però nessuno mi spiega, perchè, come diceva Socrate, le consocenze sono già dentro di me! Ma vaff!!
Spooky
venerdì 4 marzo 2011
Semplicemente un giorno non mi firmerò più Spooky, non controllerò più la mia mail, dimenticherò la password che mi rende ciò che sono, e dimenticherò... tutto. Anche Vitto. Perchè sì, mi sembra di star perdendo anche lui.
Questo intervento voleva avere tutt'altro tono. Oggi, un pò per non morire, o forse un pò per celia, sono andata ad assistere ad un turno di doppiaggio. E' stato bello. Dalla strada, che mi ha portato spaventosamente vicina al 2006, fino a... tutto: le voci, la sala, le persone. Il buio. E' un buio artificiale, plastico, quasi ostile, ma mi è sembrato di trovarmici subito bene. Mi è parso fosse accogliente, morbido, caldo in qualche modo. Le sale, nuove ed impeccabili, invece di rimandarmi la sensazione di container senz'anima (come mi avevano dato gli uffici della CentroSolar), mi hanno... coccolato. Mi sono sentita profondamente a casa.
Poi, ovvio, c'è stato tutto il resto. Il sottile imbarazzo di trovarsi in un luogo nuovo, i sorrisi di circostanza, i tic nervosi. L'idea di star disturbando gente che lavora, cosa che mi lascia sempre addosso una sensazione di inadeguatezza e disapprovazione. Eppure sono stati tutti molti gentili, disponibili al dialogo, aperti, diretti. Senza fronzoli, senza orpelli o incipt barocchi, persone. Persone particolari, potrei dire. Cariche di una diffidenza bambina che era solo mia, ma vedevo riflessa nei loro sguardi incuriositi più dei miei. Forse sarà stata la suggestione del momento, ma mi è sembrato addirittura che a volte la direttrice di doppiaggio mi guardasse con riconoscenza, come a dire "ma allora qualcuno lo sa, che esistiamo!".
Sì, lo so. Parlavo con Alberto e mi sono ritrovata a rendermi conto che ho iniziato a farmi domande sui doppiatori da X-files. Da Mulder, da Ludovisi Bersanetti. Ho cominciato a vedere ER perchè doppiava il Dottor Green, visto che X-files era stato privato del suo protagonista. E poi hanno segato anche lui... era destino, si vede. Riaffiorano dei ricordi, come se qualcosa di questa professione abbia accompagnato anni non ssospetti della mia vita. Chissà con che diritto poi.
Il turno di doppiaggio (che mi ostino a chiamare "sessione", retaggi universitari ancora troppo vicini suppongo!) si è svolto... beh, esattamente come quelli che faccio (facevo) al corso: visione, prova sonora, muto. Ho assistito a BBT, e devo dire che mi ha sorpreso vedere come durante la prima visione Leonardo Graziano già smozzichi le frasi, si legga le battute, e dopo, sul primo sonoro, magari guardi più che parlare. Curioso. A volte ha letto addirittura prima della visione (che è una cosa che ho fatto anche io, un paio di volte, ma credevo di star sbagliando :P).
La prassi è la stessa, più o meno: si incide, si lima, si aggiusta, si stendono/accorciano le battute, e via, verso la successiva. Certo, per i tre quarti a me le battute sembravano perfette già alla prima incisione, e spesso mi sono chiesta quale fosse il bisogno di registrarle nuovamente, ma insomma... non posso capire proprio tutto :D
Comunque, un'esperienza da ricordare... qualcosa che mi ha fatto bene all'anima, al cuore, agli ormoni ed al fegato, tutta roba che ultimamente è stata messa un pò sotto pressione.
Certo, poi c'è stato lo str@nzo con la Smart che per sorpassarmi si è fatto tutta la strada di Capannelle in doppia fila accanto a me solo perchè io, che ero nel giusto, avevo deciso di non farlo passare (mi ha anche mandato a quel paese... non gli ho risposto solo per paura che scendesse col crick!), ma anche questa è passata.
Vado. Sono contenta di aver scritto un pò.
Mi manco, a volte.
Spooky
venerdì 18 febbraio 2011
Chosen
Non è proprio il tempo che mi manca, perchè ne ho poco, ma non così poco da non riuscire ad aggiornare, volendo. Sarà che tutto va bene, e che quando tutto va bene, davvero, scrivere diventa secondario. Dicono che senza amare non si può comporre una canzone, il miglior plettro è la passione, per ritrovar le corde di una nuova ispirazione devi soffrire un altro po'... così si dice, ed in fondo così è.
O magari il punto è solo che non ho mai avuto la vera passione per questa cosa qui, che è l'unica che faccio e che so fare. Magari il mio non è un dono, ma solo una capacità, come chi sa fare le tabelline, o sa nuotare senza bisogno che nessuno gli insegni. Non è che deve necessariamente diventare un matematico, o nuotatore. Magari il mare e la piscina gli fanno schifo. Magari ama la montagna. Forse io sono così. So scrivere, ma non mi appassiona così tanto come penso, o come vorrei.
Un pò come tutte le cose della mia vita, in effetti: ho detto spesso, mi pare, di saper fare tutto a metà. Pasta per biscotti. Non ancora cotta. Che è un pò tutto, potenzialmente tanto, almeno, e non è ancora nulla di buono, di definito, di concreto o visualizzabile. Pasta per biscotti.
I’m cookie dough. I’m not done baking. I’m not finished becoming whoever the hell it is I’m going to turn out to be. I make it through this and the next thing and the next thing and maybe one day I turn around and realize I’m ready. I’m cookies. And then, you know, if I want someone to eat m— (covers) or enjoy warm, delicious cookie-me, then that’s fine. That’ll be then. When I’m done.
B: I love you.
S: No, you don’t. But thanks for saying it.
Ero in vena di citazioni stasera.
Goonight, gentl'men.
Spooky
lunedì 7 febbraio 2011
Nice tries...
Ma poi, quasi per contrappasso, o per una maggiore consapevolezza degli spazi scenici, un diverso affiatamento, o la volontà di smentire il giudizio negativo di alcune persone che me ne hanno dette di tutti i colori, le altre serate sono andate molto bene. Ed oserei dire magnificamente per il sabato, dove oltre al tutto esaurito (e ci vuol poco, vista la grandezza del teatro) abbiamo fatto a mio avviso un'ottima figura. Neanche mia madre ha avuto molto da ridire, ed è eccezionale, viste le premesse.
Stanca ma felice aspetto il momento in cui potrò indossare di nuovo i panni della mia cara Ruth, lurida sgualdrina dal sorriso ironico che mi ha regalato, se non la sua sicurezza, un pò di belle risate.
Di questi giorni mi porto dietro il mal di gola di Claudio, che ha pensato bene di tossirmi in faccia durante tutte la permanenza nel camerino... ma insomma, è stata una bella esperienza, e resto in attesa di tornare sul palco. Ora abbiamo da preparare il nuovo spettacolo, per il quale sarebbe anche il caso che io leggessi un pò il testo... ma quello verrà un pò da sè, con le prove ed il resto.
Altra notiziona, da domani inizio a lavorare, nonostante io non mi senta di definire lavoro un'attività per la quale non percepisco stipendio, ma insomma... sono un pò agitata, ed un pò no: sanno che non ho esperienza, ma se c'è una cosa che so fare -e la so fare bene- è scrivere. Io posso farcela. E' nel mio dna. E' quello che sono. Andrà bene.
Per non farmi mancare niente, domani farò anche la mia prima traduzione per subsfactory, ed anche questa è una soddisfazione: sono fermamente convinta che iniziare a sottotitolare le serie tv mi aiuterà da una parte a rifornire il mio esiguo lessico inglese, dall'altra ad imparare espressioni idiomatiche, slang, e magari anche un pò di grammatica, visto che proprio non mi entra in testa. Per la conversation, sto pensando di chiedere a Claudio di sfruttare le nostre ore in macchina per parlare inglese: a lui non costa niente, ed io continuo ad esercitare un pò la lingua.
Ultima news... dovrei essere scaramantica e non dire niente, ma forse, e dico forse, ho trovato un lavoro. Non è il lavoro, ma è un lavoro, e sembra potrebbe anche portarmi qualche competenza, alla fine.
Sono spaventata. Sono stata immobile un mese, ed ora tutto sembra muoversi così in fretta... ma ce la posso fare. Non mi sento sola. Non sono sola. E questa... beh, più che una consolazione, è una forza inimmaginabile.
Spooky
giovedì 3 febbraio 2011
Domani...
In realtà, sono consapevole che lo spettacolo è amatoriale, e che molte cose "non vanno" di per sè. E che abbiamo curato il curabile, sistemato quanto potevamo, e che comunque la piece sta in piedi, risulta credibile, ascoltabile, anche se non perfetta. Insomma, ci si può stare. Sono solo un pò tesa... dopotutto, Roma è la mia città... dopotutto, domani avremo un pubblico difficile, il "nostro" pubblico, e bisognerà dare il meglio che abbiamo.
Intanto, stasera ho ricevuto una bella notizia. Da oggi sono un subber in prova. Ok, è una prova. Ok, è una cosa sciocca. Ma mi da modo di avere a che fare spesso con l'inglese (e dio solo sa quanto io ne abbia bisogno, per non perdere quel poco che è rimasto), di mettermi alla prova, di allargare il mio lessico e di... beh, mi sembra che queste ragioni bastino! :P
In più alla fine pensavo di aver fatto un casino con quella traduzione, invece era corretta, il che fa sempre piacere... e magari tra dieci anni potrò dire di essere una traduttrice, no? Tutto fa esperienza, tutto fa vita, tutto fa competenza, anima e cuore.
Stasera vado a letto tesa ma felice. Andrà tutto bene. E anche se domani sera, alle 20:50, mi dirò "ma chi diamine me l'ha fatto fare????", alle 23 sarò straordinariamente contenta, felice, serena, e... beh, brava o non brava, riceverò pure dei complimenti, tiè!! :P
Spooky
sabato 29 gennaio 2011
Prospettive
So che non avete capito un'accidente del mio discorso, ma avevo voglia di scriverlo, quindi peggio per voi. Sono da Riccardo, la luce penetra leggera e diffusa dalla finestra senza tende, e mente lui fa la donna di casa e stende i panni, io faccio l'uomo e mi concedo qualche minuto davanti al pc.
Oggi ha fatto quella cosa strana con il computer, che mi ha lasciata -come sempre, come quando lo fa Krycek- attonita e stupefatta: ha digitato tasti a caso sul pc, ed improvvisamente linee di codice che non avevano senso ne hanno acquistato uno. Fantastico, a dire il vero. Mi fa molto Matrix, questa cosa. Mi fa molto... tecnologia, a dire il vero.
Mi cercano, scappo.
Un bacione,
Spooky
martedì 25 gennaio 2011
Con te rinasco
La cosa buffa è che, con tutto questo tempo a disposizione, neanche guardo più i telefilm. Giuro. Cioè, prima, con sei esami da preparare in una sessione, una settimana (o meno) per ciascuno, il coro, la palestra, la cena, il pranzo, la colazione, la lavatrice, le lezioni universitarie, la spesa, la roba da stendere e casa da pulire, avevo il tempo di guardarmi anche quattro, cinque puntate a settimana (quando andava male) e anche tre/quattro al giorno nei momenti buoni.
Ora che non ho niente da fare, che teoricamente dovrei solo mandare curriculum e godermi la giornata, ora che non cucino, non lavo, non stendo, non preparo il pranzo, non vado in palestra nè al coro, se va tutto bene riesco a guardare la nuova puntata di House e di Grey's in tempo prima dell'uscita della successiva. Odio non avere niente da fare. Quel poco che ho, non avendo altri impegni, mi si dilata a tal punto da non farlo: avete presente? Lo faccio dopo... e quel "dopo" diventa domani, tanto non ho niente da fare neanche domani, e poi dopodomani, e poi la settimana prossima, e poi... ah, dovevo fare quella cosa? Sì, poi la faccio...
Mi perdo nel nulla. Fortuna che ora ho le prove di teatro a Civitavecchia, almeno un impegno ce l'ho. E magari, se la settimana prossima tutto va come spero, magari mi trovo anche un altro impegno, in casa editrice. Certo, lavorare gratis non è la mia massima aspirazione, ma ho preso la laurea in Lettere, ricordate? E che cosa volete che ci faccia, a parte pulirmici il mio bellissimo -dicono... o meglio, dice- fondoschiena? Quindi meglio abbassare la testa, e vedere cosa porta la marea.
Ora, come mio solito, dovrei dire per il resto... ma il punto è che il resto non c'è. Il resto è Riccardo, che è il motivo di ogni mia rinascita, di ogni mio sorriso e fonte quotidiana di rassicurazione e conforto, ma a parte lui, c'è poco da fare. Andare via quattro anni ha abituato le mie amiche (e me) al distacco e all'assenza, quindi non vedersi non è che la normale realtà quotidiana. Ognuna è presa dai suoi impegni, dai propri problemi, dal proprio lavorochenonc'è o lavorochec'è, dai propri fidanzati o dalla loro assenza. La mia Sognante si prende un periodo di pausa da quest'Italia allo sbando, e va ad imparare l'inglese nella mia Londra, cosa che sento come un'opportunità -per lei- ed una violazione - per me. E' brutto da dire, ma se io non posso essere lì, perchè qualcun altro può?
E questo per la serie "viva l'atruismo". Comunque, una scusa buona per tornare a Londra ce l'ho, ed anche per quest'anno me la sono cavata, e non ci speravo più... se non vado almeno una volta l'anno nella mia città penso davvero che potrei sentirmi ancora più persa di quanto già non mi senta.
Devo scappare. Che bolle, una volta che mi ritaglio del tempo per scrivere, che non c'è nessuno in casa e che non arrivano telefonate, e-mail, messaggi o semplicemente il blocco di Spooky (che ultimamente arriva spesso, e chissà perchè: se perdessi anche la capacità di scrivere? Cosa, se non riuscissi a fare più neanche questo? Se neanche questo mi desse più piacere e soddisfazione? Cosa, se scoprissi di non essere brava neanche in questo? Dio santo che paranoica ansiosa rompic@zzi -tua moglie è una stuzzicacazzi, questa è la verità- che sono) a fermarmi, ecco che devo uscire.
Vado.
Però, è bello scrivere sul mio blog. Mi mancava. Secondo me, chinasky fa un effettone su di me, by the way. E Ristorantopoli è fenomenale, uno dei pochi libri che mi fa ridere mentre leggo. Uno dei pochi? Ok, mi sa l'unico. Ok, ok, vado, è tardi.
Però voi aspettatemi. Dio, quanto mi è mancato scrivere. Non esiste, questa cosa io la so fare. E mi piace da impazzire.
Spooky
giovedì 13 gennaio 2011
"Sei più di Dio, io..."
Comunque, il punto è un pò questo qui. Ieri Kid mi ha scritto "ti manchi?". Beh, non lo so. Forse un pò sì. O meglio, non mi manco molto, ma ieri ho avuto la consapevolezza di... "non esserci più" per come ero prima. Di essere totalmente differente. Non che sia necessariamente un male, ma... non lo so, è strano. E me ne sono accorta solo ieri. E come se, dopo tanto tempo, avessi trovato uno specchio in cui guardare la mia immagine riflessa... ed avessi visto qualcosa di diverso da me. Di lontano.
Ieri ho anche ferito una persona, involontariamente, magari, ma l'ho fatto. E non me ne sono quasi presa la colpa. Ho detto semplicemente "non tutti possono capirmi", ho alzato le spalle ed ho continuato la mia vita. Il che, per me, è una cosa straordinaria.
Non lo so. Chiedo a voi: sono cambiata? Sono peggiore? Perchè non riesco a domandarmelo, ho paura della risposta. Il timore inconscio è di trasformarmi, un passo dietro l'altro, in mia madre. Se è così, se scopriste che sto diventando cinica, insensibile e con il delirio di onnipotenza, per favore, fermatemi.
Per il resto, vegeto, fantastico su quello che dovrei, vorrei, potrei, ed immagino la mia estate. Una delle persone a me più care mi ha dato prova di tutta la sua amiciza ed il suo affetto, ed io sono... non lo so, ancora attonita immagino, stupefatta, e felice.
Vado, mi sto distraendo e questo post perde consistenza. Cercherò di tornare presto.
In un modo strano, ma sincero, mi mancate tutti un pò.
Spooky
domenica 9 gennaio 2011
Velocità
Avevo scritto altro, ma il pc ha deciso che era troppo brutto, forse, ed ha cancellato da sè. Pazienza. Dicevo che il mondo corre, fugge, e che le cose che sembrano durature finiscono in un lampo, e quelle fuggevoli restano, dicevo che tutto scorre, che ci sorprende, vanifica le distanze, e si comporta con il relativismo del tempo: imprevedibile, sferzante, ed ironico.
Da domani comincia la mia seria ricerca di lavoro, per dire. Così. Qualsiasi cosa, anche se qualsiasi cosa poi so che non mi andrà bene. Ma non fa niente, è un'inizio, e gli inizi non sempre sono come li vorremmo.
Intanto, ieri sono tornata da Bilbao. E' una città moderna, nuova, lo si capisce subito arrivando, Piena di ponti dal design futuristico, illusorio, minimale e potente al contempo. Incassata tra colline che ingloba al suo interno, addolcisce e leviga, come parte di una composizione unica. Si può dire che natura ed architettura, qui, abbiano fatto un patto di alleanza. Nonostante attorno regni la natura allo stato semibrado, la città vi si inserisce per contrasto ma senza essere mai brusca, quasi come un passaggio cromatico netto ma inevitabile.
Il Guggenehim Museum è l'esatta rappresentazione della città: sinuoso, elegante, curvilineo, massiccio ma leggero, scattante e marmoreo. L'esterno rispecchia l'interno, ed è bello da vedere in sè, al di là delle opere d'arte in esso contenute. Poi ci sono anche quelle, ovviamente, ma al di là del primo piano non c'è niente degno di nota. Il terzo ed ultimo piano è troppo "antico" per colpire in un museo del genere, ed i dipinti del 1600 stonano con l'insieme. Le tele del secondo, moderne, non rendono giustizia (anche perchè, personalmente, non le capisco) alla moderna interpretazione del mondo delle sculture del pian terreno. Tutto studiato, calcolato, millimetricamente composto per fornire l'immagine di qualcosa di duraturo, ma in movimento.
Una cosa buffa della città sono le abitudini alimentari. I baschi non cenano: o almeno, così ci è parso di capire. Verso le 20:00 si ritrovano, giovani ed anziani, coppie e famiglie allargate, con tanto di neonati e nonne al seguito, al bar, a fare l'aperitivo, che è accompagnato da "pinchos", stuzzichini farciti di ogni sorta, panini con l'immancabile e buonissimo prosciutto, tortillas dai gusti più disparati. E basta. Se cerchi un ristorante, non lo troverai. Al massimo uno o due, con dei prezzi esorbitanti. Buoni invece i pranzi, con menù fissi a 10-12 euro, molto buoni e sostanziosi.
Non ci siamo fatti mancare la classicissima paella, OTTIMA, annaffiata da un'altrettanto deliziosa sangria: e poi donuts sparse, panini, bombe, cornetti... tutto straordinario!
Bon, vi lascio, ho da fare, e parecchio anche... sono afona, del tutto: ma sono stati giorni meravigliosi, e già mi mancano.
Buona giornata a tutti, gente, dalla grigia Marino :)
Spooky