Chi lo sa, poi, da che parte sta la verità. Le verità sono mille, e ognuno invoca le sue...
Dovrei fare diverse cose, ma non ne ho voglia. Anzi, mi sa che dormo un'oretta, che ieri ho dormito, ma di certo non è stato un sonno riposante. Mi sono svegliata con la testa pesante e quella sensazione di vuoto sordo che non provavo da un pò.
No, non mi mancava per niente addormentarmi piangendo.
No, non mi mancava per niente dover far silenzio e trattenere i singhiozzi per evitare che i miei sentano.
Non mi mancava per niente sentirmi in colpa per cose di cui non so se avere colpa.
Assolutamente no. Non mi mancava niente di tutto questo. Mi domando come io abbia fatto a conviverci tanto a lungo. E' una tortura, bella e buona.
Comunque. Mi rendo conto di diventare, ad ogni passo, più mia madre e meno me. Sarà che sto lasciando gli ultimi barlumi di adolescenza dietro di me, ormai. Sarà che peggio di dove sono arrivata non posso arrivare, ed ora non resta che... che cosa? Non resta che stringere i denti e continuare a camminare, perchè non c'è altro, proprio nient'altro da fare.
Mi chiedo chi abbia il diritto di giudicare, ormai. Mi chiedo chi abbia il diritto di dire che hai sbagliato. Chi abbia il diritto di fare una critica, o anche solo dare un consiglio. Come ti metti, ti metti male. Tu sei male, quindi non dovresti aprire bocca e giudicare chiccessia. Eppure lo facciamo tutti. Ogni giorno, ogni momento, ogni ora.
Il discorso sta andando dove non voglio arrivare. E poi ho troppo sonno per continuare a scrivere.
Lasciatemi solo dire che, forse, devo cominciare a non prendermi sempre tutta la colpa di quello che non va. Che, forse, la colpa è anche un pò degli altri. E che, forse, se nessun altro si sente in grado di prendersela, di insultarsi e chinare il capo, una volta tanto, non devo necessariamente farlo io. Perchè a piegare sempre la testa si finisce per non guardare altro che il pavimento. L'ho visto per troppo tempo, troppo a lungo. Voglio vedere il sole.
Certo, che sono egoista. E tu... tu, puoi dire di non esserlo?...
Spooky
lunedì 11 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
Fuck!
But I couldn't be happier
Simply couldn't be happier
(spoken) Well - not "simply":
(sung) 'Cause getting your dreams
It's strange, but it seems
A little - well - complicated
There's a kind of a sort of : cost
There's a couple of things get: lost
There are bridges you cross
You didn't know you crossed
Until you've crossed
And if that joy, that thrill
Doesn't thrill you like you think it will
Ecco quello che so fare quando le cose vanno per il verso sbagliato... rinchiudermi qui, e scrivere... rinchiudermi lì, e farmi abbracciare...
E'davvero questa la persona che sono?...
E' davvero questa la... cosa che sono diventata?...
Io... come faccio, a trovare sempre, sempre, una giustificazione alle mie mancanze?
Perchè, per una volta, non ti prendi la responsabilità delle tue azioni e non ammetti di essere l'egoista che sei?...
Conti solo tu, giusto? Solo tu, solo tu, solo tu!!!
Dio, quanto sono arrabbiata....
Spooky
Simply couldn't be happier
(spoken) Well - not "simply":
(sung) 'Cause getting your dreams
It's strange, but it seems
A little - well - complicated
There's a kind of a sort of : cost
There's a couple of things get: lost
There are bridges you cross
You didn't know you crossed
Until you've crossed
And if that joy, that thrill
Doesn't thrill you like you think it will
Ecco quello che so fare quando le cose vanno per il verso sbagliato... rinchiudermi qui, e scrivere... rinchiudermi lì, e farmi abbracciare...
E'davvero questa la persona che sono?...
E' davvero questa la... cosa che sono diventata?...
Io... come faccio, a trovare sempre, sempre, una giustificazione alle mie mancanze?
Perchè, per una volta, non ti prendi la responsabilità delle tue azioni e non ammetti di essere l'egoista che sei?...
Conti solo tu, giusto? Solo tu, solo tu, solo tu!!!
Dio, quanto sono arrabbiata....
Spooky
martedì 29 marzo 2011
Tell me what you want
Vorrei avere una bacchetta magica, così da dare risposta alle mie domande.
Vorrei chiedermi ciò che mi chiedo in una lingua diversa, quella dell'anima, quella della mia anima, ed ascoltare serenamente cosa ho da dire.
Come si può decidere, a 25 anni, cosa si deve fare nella vita?
Come si fa, a meno di non avere una passione bruciante per qualcosa?!
E se la passione è agli inizi... come capire se e quanto sarà intensa?
Come distinguere l'amore dalla semplice infatuazione, come misurare l'impegno?
Ed inoltre: la passione va di pari passo con il talento?
Se mi piace cantare, vuole necessariamente dire che ho il talento per farlo?
O forse no?
Magari vorei fare la cantante pop, ma sono stonata come una campana.
Chi è che ha il diritto (o il dovere) di dirmi cosa non so fare?
Quello per cui non ho affatto talento?
Io?
Come si può essere oggettivi, guardando sè stessi e dovendosi giudicare?!
Mi faccio un sacco di domande. Mi guardo intorno, e spero che prima o poi avrò la forza, o la coscienza, di rispondermi. Mi rendo conto di non stare veramente scegliendo una strada... temporeggio. E penso sia arrivato il momento, invece, di prendere una decisione.
Senza chiedersi se sia quella sbagliata... prenderla, e percorrerla fino in fondo. Perchè è così che si fa. Perchè per diventare bravi in una cosa, sì, c'è il talento, ma c'è anche la determinazione, la volontà, la caparbietà... spero Kid mi abbia insegnato ad avere un pò di tutte queste cose.
Lo scorso weekend sono andata a vedere Vitto. Poi c'è stato il cosidetto "B-day", il "Babbions-day". Mi sono divertita. Sono stata bene. E' bello sentirsi a casa, nonostante le differenze, nonostante gli aspetti antitetici, le disaffinità.
E' bello avere una famiglia come quella che, al di là di tutto, siamo riusciti a creare. E' bello avere ancora un forum blu in cui rifugiarsi, quando tutto sembra perdersi.
C'è la bella notizia che non vi ho ancora detto, ovvero che vado a Londra :)
Finalmente! Vado a trovare la mia stellina, ovviamente, ed a cercare la me stessa che ho perso da qualche parte negli ultimi mesi. Spero di ritrovarmi. Spero di esserci, all fine di questo viaggio, spero di poter dire di aver fatto le scelte giuste.
...come posso andare da mia madre e dirle che la sua carriera non è la mia?
Ieri mi ha detto "un posto di lavoro lì è un posto per tutta la vita". La mia risposta è stata "appunto". Buffo come una parola sola possa significare cose così diverse... infatti per lei era una cosa buona. Ottima. Per me, solo l'idae di un 9-18 mi ha messo i brividi... e mi sono detta, ancora una volta: allora è l'altra cosa quello che vuoi fare? Sicura?
Sicura?...
Perchè non riesco ad essere certa neanche delle cose che mi riguardano così intimamente?!
Comunque, al di là di tutto questo, mi sembra che le cose continuino a girare. Sempre per il loro verso... ma girano. Bisogna continuare a respirare. Perchè non è importante solo ciò che la marea ci porta... ma ciò che decidiamo di farne.
Io sto decidendo. And you don't live to regret it.
Chiudo gli occhi. Fortuna che, in tutti questi punti interrogativi, resta un bellissimo punto fermo, di nome Ric.
Ah, stiamo per prenotare. Evviva evviva evviva. L'America si avvicina!
Spooky
Vorrei chiedermi ciò che mi chiedo in una lingua diversa, quella dell'anima, quella della mia anima, ed ascoltare serenamente cosa ho da dire.
Come si può decidere, a 25 anni, cosa si deve fare nella vita?
Come si fa, a meno di non avere una passione bruciante per qualcosa?!
E se la passione è agli inizi... come capire se e quanto sarà intensa?
Come distinguere l'amore dalla semplice infatuazione, come misurare l'impegno?
Ed inoltre: la passione va di pari passo con il talento?
Se mi piace cantare, vuole necessariamente dire che ho il talento per farlo?
O forse no?
Magari vorei fare la cantante pop, ma sono stonata come una campana.
Chi è che ha il diritto (o il dovere) di dirmi cosa non so fare?
Quello per cui non ho affatto talento?
Io?
Come si può essere oggettivi, guardando sè stessi e dovendosi giudicare?!
Mi faccio un sacco di domande. Mi guardo intorno, e spero che prima o poi avrò la forza, o la coscienza, di rispondermi. Mi rendo conto di non stare veramente scegliendo una strada... temporeggio. E penso sia arrivato il momento, invece, di prendere una decisione.
Senza chiedersi se sia quella sbagliata... prenderla, e percorrerla fino in fondo. Perchè è così che si fa. Perchè per diventare bravi in una cosa, sì, c'è il talento, ma c'è anche la determinazione, la volontà, la caparbietà... spero Kid mi abbia insegnato ad avere un pò di tutte queste cose.
Lo scorso weekend sono andata a vedere Vitto. Poi c'è stato il cosidetto "B-day", il "Babbions-day". Mi sono divertita. Sono stata bene. E' bello sentirsi a casa, nonostante le differenze, nonostante gli aspetti antitetici, le disaffinità.
E' bello avere una famiglia come quella che, al di là di tutto, siamo riusciti a creare. E' bello avere ancora un forum blu in cui rifugiarsi, quando tutto sembra perdersi.
C'è la bella notizia che non vi ho ancora detto, ovvero che vado a Londra :)
Finalmente! Vado a trovare la mia stellina, ovviamente, ed a cercare la me stessa che ho perso da qualche parte negli ultimi mesi. Spero di ritrovarmi. Spero di esserci, all fine di questo viaggio, spero di poter dire di aver fatto le scelte giuste.
...come posso andare da mia madre e dirle che la sua carriera non è la mia?
Ieri mi ha detto "un posto di lavoro lì è un posto per tutta la vita". La mia risposta è stata "appunto". Buffo come una parola sola possa significare cose così diverse... infatti per lei era una cosa buona. Ottima. Per me, solo l'idae di un 9-18 mi ha messo i brividi... e mi sono detta, ancora una volta: allora è l'altra cosa quello che vuoi fare? Sicura?
Sicura?...
Perchè non riesco ad essere certa neanche delle cose che mi riguardano così intimamente?!
Comunque, al di là di tutto questo, mi sembra che le cose continuino a girare. Sempre per il loro verso... ma girano. Bisogna continuare a respirare. Perchè non è importante solo ciò che la marea ci porta... ma ciò che decidiamo di farne.
Io sto decidendo. And you don't live to regret it.
Chiudo gli occhi. Fortuna che, in tutti questi punti interrogativi, resta un bellissimo punto fermo, di nome Ric.
Ah, stiamo per prenotare. Evviva evviva evviva. L'America si avvicina!
Spooky
sabato 19 marzo 2011
Grandioso
E' bello essere una star.
Ed è proprio così che mi sono sentita, non c'è niente da fare. Quando trovi un albergo a quattro stelle pagato, una cena spesata, un liceo ipertecnologico che ti accoglie, ed un pubblico entusiasta che ascolta le tue parole su un palco, non penso ci si possa sentire diversamente. Siamo stati grandi.
Terracina, cielo nuvolo ma temperatura mite. Il mare ad un passo, due rappresentazioni in programma, una di sera, per il pubblico locale, e l'altra il mattino dopo, per i ragazzi del liceo. E' stato un successo. Certo, non penso che tutta la trama sia stata seguita, non penso che molte cose siano state comprese fino in fondo, ma che importa? C'eravamo noi, spettacolari, bravi, nella parte, intensi e comici al punto giusto, tanto da rendere "divertente" e godibile anche un testo particolare come questo, perfettamente affiatati. Con tutti i difetti che ha questo spettacolo... è stata la migliore rappresentazione a cui ho preso parte.
E poi... beh, mi sono piaciuta molto. Penso di aver... arrotondato ancora di più il personaggio, reso più mio, caricandolo invece di snaturarlo, e "facendomi lei" pur restando me stessa. Ho tirato fuori, in me, quello che lei doveva avere. Una sensazione strana, in effetti, ma... grantificante.
Si, sono gasata! :D
Ora vi lascio, vado a coccolare il mio amore... in attesa del prossimo pubblico!!! :P
SpookyRuth
Ed è proprio così che mi sono sentita, non c'è niente da fare. Quando trovi un albergo a quattro stelle pagato, una cena spesata, un liceo ipertecnologico che ti accoglie, ed un pubblico entusiasta che ascolta le tue parole su un palco, non penso ci si possa sentire diversamente. Siamo stati grandi.
Terracina, cielo nuvolo ma temperatura mite. Il mare ad un passo, due rappresentazioni in programma, una di sera, per il pubblico locale, e l'altra il mattino dopo, per i ragazzi del liceo. E' stato un successo. Certo, non penso che tutta la trama sia stata seguita, non penso che molte cose siano state comprese fino in fondo, ma che importa? C'eravamo noi, spettacolari, bravi, nella parte, intensi e comici al punto giusto, tanto da rendere "divertente" e godibile anche un testo particolare come questo, perfettamente affiatati. Con tutti i difetti che ha questo spettacolo... è stata la migliore rappresentazione a cui ho preso parte.
E poi... beh, mi sono piaciuta molto. Penso di aver... arrotondato ancora di più il personaggio, reso più mio, caricandolo invece di snaturarlo, e "facendomi lei" pur restando me stessa. Ho tirato fuori, in me, quello che lei doveva avere. Una sensazione strana, in effetti, ma... grantificante.
Si, sono gasata! :D
Ora vi lascio, vado a coccolare il mio amore... in attesa del prossimo pubblico!!! :P
SpookyRuth
giovedì 10 marzo 2011
Uffaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Le passioni sono magnifiche, ma... uffaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!! :'(
Weekend con il mio amore... sfumato!!! :'(
Spooky
PS: problema con la cliente risolto, con un magheggio, ma risolto. Fortunatamente anche lei è una capretta ad usare il programma, così ci siamo date una mano a vicenda. Il capo non c'è, non so se arriverà, ed io nel mentre mi giro i pollici... inutile anche che mi metta a controllare gli agriturismi, visto che tanto non ci andremo più... :'( Ci vorrà tutta la mia bravura per farmi perdonare!!
Weekend con il mio amore... sfumato!!! :'(
Spooky
PS: problema con la cliente risolto, con un magheggio, ma risolto. Fortunatamente anche lei è una capretta ad usare il programma, così ci siamo date una mano a vicenda. Il capo non c'è, non so se arriverà, ed io nel mentre mi giro i pollici... inutile anche che mi metta a controllare gli agriturismi, visto che tanto non ci andremo più... :'( Ci vorrà tutta la mia bravura per farmi perdonare!!
mercoledì 9 marzo 2011
Un po' di rabbia, un po' di tensione
Insomma, forse è davvero così che funziona il lavoro.
Ma se è così, io penso che non lo farò mai bene. Mai come dovrei. Eh già, perchè non riesco proprio a ritrovarmi in questa logica.
Insomma, oggi pago delle fatture (pago... non è vero, inserisco nel sistema che le fatture di acquisto sono state pagate, così, sulla parola del mio datore di lavoro). Inizio a lavorare alle 10 (dovrei arrivare alle 9:30, ma ho fatto tardi, in più il capo non ha sentito il citofono, e quindi sono rimasta altri dieci minuti di fuori), e alle 11,20, esattamente 20 minuti dopo che il capo è uscito per andare da un cliente, ho finito quel che devo. Morale della favola: non so più che fare. In senso letterale: non ho altri compiti, non ho altre mansioni, tranne quella di rispondere al telefono, quando suona, e stamattina decide di squillare solo per emettere un "beep" non meglio identificato. Allora mi metto a girare un pò per i fatti miei su internet. Passa un'ora, ma far passare la seconda è dura, anche perchè la rete non funziona praticamente più, caricare le pagine sembra un'impresa, chi lo sa che aveva. Comunque sono le 12:38, alle 13 stacco, sono contenta come una Pasqua... squilla il telefono. Una cliente ha un problema con le fatture, e visto che le sto facendo, penso sia giusto provare a darle una mano, anche se non ho alcuna competenza per farlo. Non riesco, e visto che le serve entro domani le assicuro che sarà richiamata il giorno dopo, visto che nel pomeriggio non c'è. Bene. Scrivo una mail al capo, visto che domani non sono in ufficio, spiegandogli il problema, e mi metto il cuore in pace.
Alle 12:49 il capo torna. Prima di alzarmi ed andar via, gli racconto il problema, e lui si arrabbia con me perchè non sono stata in grado di risolverlo. Gli chiedo cosa avrei dovuto fare, gli faccio vedere nello specifico dove le cose non vanno, gli domando come risolvere, e lui, testuale "non lo so, non conosco questo programma". Mi verrebbe da rispondergli "ed allora dovrei conoscerlo io?!" ma taccio. Mi dice perchè non mi sono fatta spiegare il problema in remoto, cosa che non mi aveva mai detto esistere, e poi mi impone di richiamare la cliente e "risolvere il problema". Se non fosse che la cliente è fuori ufficio e non si sa quando tornerà... morale? Domani, che dovevo andare in casa editrice, tornerò lì a "risolvere" non so cosa, visto che NON HO IDEA di come risolvere un problema su un programma che non conosco.
Sono arrabbiata. Arrabbiata dal fatto di non sapere, arrabbiata che si pretenda che io sappia, arrabbiata di fare un lavoro che non so fare ed in cui non so che fare, arrabbiata di non sapere come arrivare a fine mattinata, ed arrabbiata del fatto che comunque mi si imponga di farlo "lavorando", anche se lavoro non ce n'è per me. Lui mi ha assunta, se non sa cosa farmi fare è un SUO problema, non mio! Non mi sono messa in ginocchio a pregare, non l'ho implorato, e per quanto mi paga (tra parentesi a fine giugno, mica ora) potrei anche restare a casa.
Se ognuno di noi... se ognuno fosse pagato per fare quello che sa fare, e non per quello per cui non è portato o che nessuno gli ha insegnato a fare... allora le cose andrebbero meglio, molto meglio in quest'Italia di raccomandati ed imbecilli.
Non amo fare brutta figura, non amo non sapere, non amo far pensare agli altri di esser stupida. Ma ci sono cose, tante cose che non so... e se nessuno me le insegna, nè mi dà un libro su cui studiarle, di certo non mi arrivano per volontà divina.
Non è servito a niente sfogarmi, ma almeno ho scritto un pò... perchè sì, questo lo so fare, ma ahimè, a chi importa che io sappia scrivere? No, l'importante è che io faccia la partita doppia, che però nessuno mi spiega, perchè, come diceva Socrate, le consocenze sono già dentro di me! Ma vaff!!
Spooky
Ma se è così, io penso che non lo farò mai bene. Mai come dovrei. Eh già, perchè non riesco proprio a ritrovarmi in questa logica.
Insomma, oggi pago delle fatture (pago... non è vero, inserisco nel sistema che le fatture di acquisto sono state pagate, così, sulla parola del mio datore di lavoro). Inizio a lavorare alle 10 (dovrei arrivare alle 9:30, ma ho fatto tardi, in più il capo non ha sentito il citofono, e quindi sono rimasta altri dieci minuti di fuori), e alle 11,20, esattamente 20 minuti dopo che il capo è uscito per andare da un cliente, ho finito quel che devo. Morale della favola: non so più che fare. In senso letterale: non ho altri compiti, non ho altre mansioni, tranne quella di rispondere al telefono, quando suona, e stamattina decide di squillare solo per emettere un "beep" non meglio identificato. Allora mi metto a girare un pò per i fatti miei su internet. Passa un'ora, ma far passare la seconda è dura, anche perchè la rete non funziona praticamente più, caricare le pagine sembra un'impresa, chi lo sa che aveva. Comunque sono le 12:38, alle 13 stacco, sono contenta come una Pasqua... squilla il telefono. Una cliente ha un problema con le fatture, e visto che le sto facendo, penso sia giusto provare a darle una mano, anche se non ho alcuna competenza per farlo. Non riesco, e visto che le serve entro domani le assicuro che sarà richiamata il giorno dopo, visto che nel pomeriggio non c'è. Bene. Scrivo una mail al capo, visto che domani non sono in ufficio, spiegandogli il problema, e mi metto il cuore in pace.
Alle 12:49 il capo torna. Prima di alzarmi ed andar via, gli racconto il problema, e lui si arrabbia con me perchè non sono stata in grado di risolverlo. Gli chiedo cosa avrei dovuto fare, gli faccio vedere nello specifico dove le cose non vanno, gli domando come risolvere, e lui, testuale "non lo so, non conosco questo programma". Mi verrebbe da rispondergli "ed allora dovrei conoscerlo io?!" ma taccio. Mi dice perchè non mi sono fatta spiegare il problema in remoto, cosa che non mi aveva mai detto esistere, e poi mi impone di richiamare la cliente e "risolvere il problema". Se non fosse che la cliente è fuori ufficio e non si sa quando tornerà... morale? Domani, che dovevo andare in casa editrice, tornerò lì a "risolvere" non so cosa, visto che NON HO IDEA di come risolvere un problema su un programma che non conosco.
Sono arrabbiata. Arrabbiata dal fatto di non sapere, arrabbiata che si pretenda che io sappia, arrabbiata di fare un lavoro che non so fare ed in cui non so che fare, arrabbiata di non sapere come arrivare a fine mattinata, ed arrabbiata del fatto che comunque mi si imponga di farlo "lavorando", anche se lavoro non ce n'è per me. Lui mi ha assunta, se non sa cosa farmi fare è un SUO problema, non mio! Non mi sono messa in ginocchio a pregare, non l'ho implorato, e per quanto mi paga (tra parentesi a fine giugno, mica ora) potrei anche restare a casa.
Se ognuno di noi... se ognuno fosse pagato per fare quello che sa fare, e non per quello per cui non è portato o che nessuno gli ha insegnato a fare... allora le cose andrebbero meglio, molto meglio in quest'Italia di raccomandati ed imbecilli.
Non amo fare brutta figura, non amo non sapere, non amo far pensare agli altri di esser stupida. Ma ci sono cose, tante cose che non so... e se nessuno me le insegna, nè mi dà un libro su cui studiarle, di certo non mi arrivano per volontà divina.
Non è servito a niente sfogarmi, ma almeno ho scritto un pò... perchè sì, questo lo so fare, ma ahimè, a chi importa che io sappia scrivere? No, l'importante è che io faccia la partita doppia, che però nessuno mi spiega, perchè, come diceva Socrate, le consocenze sono già dentro di me! Ma vaff!!
Spooky
venerdì 4 marzo 2011
Non scrivo quasi più. Vorrei trovare una spiegazione soddisfacente, ma per il momento la sola che vedo è che non ne ho voglia, non ho stimoli, o forse solo non ho niente da dire. Chi lo sa. Che poi, alla fine, qualcosa da dire si trova, ma... è l'idea di esternarlo, renderlo pubblico, che mi lascia perplessa come prima non accadeva. Prima scrivevo per me, ora mi sembra di farlo sempre per un pubblico. Immagino le persone, dall'altra parte dello schermo, pronte a leggere le mie parole, ed anche i miei silenzi. Una volta il pensiero non mi sfiorava neppure. Come essere nella casa del Grande Fratello, ed improvvisamente accorgersi che ci sono le telecamere, che fino ad allora non avevi proprio notato. Mah, che strana la vita. E così se ne va un altro sogno, mi dico. Se ne va un altro talento, scivola via un altro tassello di me. A volte mi domando dove andrò a finire. A volte mi domando se mi renderò conto del passaggio, o mi troverò a non essere più me senza neanche saperlo.
Semplicemente un giorno non mi firmerò più Spooky, non controllerò più la mia mail, dimenticherò la password che mi rende ciò che sono, e dimenticherò... tutto. Anche Vitto. Perchè sì, mi sembra di star perdendo anche lui.
Questo intervento voleva avere tutt'altro tono. Oggi, un pò per non morire, o forse un pò per celia, sono andata ad assistere ad un turno di doppiaggio. E' stato bello. Dalla strada, che mi ha portato spaventosamente vicina al 2006, fino a... tutto: le voci, la sala, le persone. Il buio. E' un buio artificiale, plastico, quasi ostile, ma mi è sembrato di trovarmici subito bene. Mi è parso fosse accogliente, morbido, caldo in qualche modo. Le sale, nuove ed impeccabili, invece di rimandarmi la sensazione di container senz'anima (come mi avevano dato gli uffici della CentroSolar), mi hanno... coccolato. Mi sono sentita profondamente a casa.
Poi, ovvio, c'è stato tutto il resto. Il sottile imbarazzo di trovarsi in un luogo nuovo, i sorrisi di circostanza, i tic nervosi. L'idea di star disturbando gente che lavora, cosa che mi lascia sempre addosso una sensazione di inadeguatezza e disapprovazione. Eppure sono stati tutti molti gentili, disponibili al dialogo, aperti, diretti. Senza fronzoli, senza orpelli o incipt barocchi, persone. Persone particolari, potrei dire. Cariche di una diffidenza bambina che era solo mia, ma vedevo riflessa nei loro sguardi incuriositi più dei miei. Forse sarà stata la suggestione del momento, ma mi è sembrato addirittura che a volte la direttrice di doppiaggio mi guardasse con riconoscenza, come a dire "ma allora qualcuno lo sa, che esistiamo!".
Sì, lo so. Parlavo con Alberto e mi sono ritrovata a rendermi conto che ho iniziato a farmi domande sui doppiatori da X-files. Da Mulder, da Ludovisi Bersanetti. Ho cominciato a vedere ER perchè doppiava il Dottor Green, visto che X-files era stato privato del suo protagonista. E poi hanno segato anche lui... era destino, si vede. Riaffiorano dei ricordi, come se qualcosa di questa professione abbia accompagnato anni non ssospetti della mia vita. Chissà con che diritto poi.
Il turno di doppiaggio (che mi ostino a chiamare "sessione", retaggi universitari ancora troppo vicini suppongo!) si è svolto... beh, esattamente come quelli che faccio (facevo) al corso: visione, prova sonora, muto. Ho assistito a BBT, e devo dire che mi ha sorpreso vedere come durante la prima visione Leonardo Graziano già smozzichi le frasi, si legga le battute, e dopo, sul primo sonoro, magari guardi più che parlare. Curioso. A volte ha letto addirittura prima della visione (che è una cosa che ho fatto anche io, un paio di volte, ma credevo di star sbagliando :P).
La prassi è la stessa, più o meno: si incide, si lima, si aggiusta, si stendono/accorciano le battute, e via, verso la successiva. Certo, per i tre quarti a me le battute sembravano perfette già alla prima incisione, e spesso mi sono chiesta quale fosse il bisogno di registrarle nuovamente, ma insomma... non posso capire proprio tutto :D
Comunque, un'esperienza da ricordare... qualcosa che mi ha fatto bene all'anima, al cuore, agli ormoni ed al fegato, tutta roba che ultimamente è stata messa un pò sotto pressione.
Certo, poi c'è stato lo str@nzo con la Smart che per sorpassarmi si è fatto tutta la strada di Capannelle in doppia fila accanto a me solo perchè io, che ero nel giusto, avevo deciso di non farlo passare (mi ha anche mandato a quel paese... non gli ho risposto solo per paura che scendesse col crick!), ma anche questa è passata.
Vado. Sono contenta di aver scritto un pò.
Mi manco, a volte.
Spooky
Semplicemente un giorno non mi firmerò più Spooky, non controllerò più la mia mail, dimenticherò la password che mi rende ciò che sono, e dimenticherò... tutto. Anche Vitto. Perchè sì, mi sembra di star perdendo anche lui.
Questo intervento voleva avere tutt'altro tono. Oggi, un pò per non morire, o forse un pò per celia, sono andata ad assistere ad un turno di doppiaggio. E' stato bello. Dalla strada, che mi ha portato spaventosamente vicina al 2006, fino a... tutto: le voci, la sala, le persone. Il buio. E' un buio artificiale, plastico, quasi ostile, ma mi è sembrato di trovarmici subito bene. Mi è parso fosse accogliente, morbido, caldo in qualche modo. Le sale, nuove ed impeccabili, invece di rimandarmi la sensazione di container senz'anima (come mi avevano dato gli uffici della CentroSolar), mi hanno... coccolato. Mi sono sentita profondamente a casa.
Poi, ovvio, c'è stato tutto il resto. Il sottile imbarazzo di trovarsi in un luogo nuovo, i sorrisi di circostanza, i tic nervosi. L'idea di star disturbando gente che lavora, cosa che mi lascia sempre addosso una sensazione di inadeguatezza e disapprovazione. Eppure sono stati tutti molti gentili, disponibili al dialogo, aperti, diretti. Senza fronzoli, senza orpelli o incipt barocchi, persone. Persone particolari, potrei dire. Cariche di una diffidenza bambina che era solo mia, ma vedevo riflessa nei loro sguardi incuriositi più dei miei. Forse sarà stata la suggestione del momento, ma mi è sembrato addirittura che a volte la direttrice di doppiaggio mi guardasse con riconoscenza, come a dire "ma allora qualcuno lo sa, che esistiamo!".
Sì, lo so. Parlavo con Alberto e mi sono ritrovata a rendermi conto che ho iniziato a farmi domande sui doppiatori da X-files. Da Mulder, da Ludovisi Bersanetti. Ho cominciato a vedere ER perchè doppiava il Dottor Green, visto che X-files era stato privato del suo protagonista. E poi hanno segato anche lui... era destino, si vede. Riaffiorano dei ricordi, come se qualcosa di questa professione abbia accompagnato anni non ssospetti della mia vita. Chissà con che diritto poi.
Il turno di doppiaggio (che mi ostino a chiamare "sessione", retaggi universitari ancora troppo vicini suppongo!) si è svolto... beh, esattamente come quelli che faccio (facevo) al corso: visione, prova sonora, muto. Ho assistito a BBT, e devo dire che mi ha sorpreso vedere come durante la prima visione Leonardo Graziano già smozzichi le frasi, si legga le battute, e dopo, sul primo sonoro, magari guardi più che parlare. Curioso. A volte ha letto addirittura prima della visione (che è una cosa che ho fatto anche io, un paio di volte, ma credevo di star sbagliando :P).
La prassi è la stessa, più o meno: si incide, si lima, si aggiusta, si stendono/accorciano le battute, e via, verso la successiva. Certo, per i tre quarti a me le battute sembravano perfette già alla prima incisione, e spesso mi sono chiesta quale fosse il bisogno di registrarle nuovamente, ma insomma... non posso capire proprio tutto :D
Comunque, un'esperienza da ricordare... qualcosa che mi ha fatto bene all'anima, al cuore, agli ormoni ed al fegato, tutta roba che ultimamente è stata messa un pò sotto pressione.
Certo, poi c'è stato lo str@nzo con la Smart che per sorpassarmi si è fatto tutta la strada di Capannelle in doppia fila accanto a me solo perchè io, che ero nel giusto, avevo deciso di non farlo passare (mi ha anche mandato a quel paese... non gli ho risposto solo per paura che scendesse col crick!), ma anche questa è passata.
Vado. Sono contenta di aver scritto un pò.
Mi manco, a volte.
Spooky
venerdì 18 febbraio 2011
Chosen
Non so perchè non scrivo più.
Non è proprio il tempo che mi manca, perchè ne ho poco, ma non così poco da non riuscire ad aggiornare, volendo. Sarà che tutto va bene, e che quando tutto va bene, davvero, scrivere diventa secondario. Dicono che senza amare non si può comporre una canzone, il miglior plettro è la passione, per ritrovar le corde di una nuova ispirazione devi soffrire un altro po'... così si dice, ed in fondo così è.
O magari il punto è solo che non ho mai avuto la vera passione per questa cosa qui, che è l'unica che faccio e che so fare. Magari il mio non è un dono, ma solo una capacità, come chi sa fare le tabelline, o sa nuotare senza bisogno che nessuno gli insegni. Non è che deve necessariamente diventare un matematico, o nuotatore. Magari il mare e la piscina gli fanno schifo. Magari ama la montagna. Forse io sono così. So scrivere, ma non mi appassiona così tanto come penso, o come vorrei.
Un pò come tutte le cose della mia vita, in effetti: ho detto spesso, mi pare, di saper fare tutto a metà. Pasta per biscotti. Non ancora cotta. Che è un pò tutto, potenzialmente tanto, almeno, e non è ancora nulla di buono, di definito, di concreto o visualizzabile. Pasta per biscotti.
I’m cookie dough. I’m not done baking. I’m not finished becoming whoever the hell it is I’m going to turn out to be. I make it through this and the next thing and the next thing and maybe one day I turn around and realize I’m ready. I’m cookies. And then, you know, if I want someone to eat m— (covers) or enjoy warm, delicious cookie-me, then that’s fine. That’ll be then. When I’m done.
B: I love you.
S: No, you don’t. But thanks for saying it.
Ero in vena di citazioni stasera.
Goonight, gentl'men.
Spooky
Non è proprio il tempo che mi manca, perchè ne ho poco, ma non così poco da non riuscire ad aggiornare, volendo. Sarà che tutto va bene, e che quando tutto va bene, davvero, scrivere diventa secondario. Dicono che senza amare non si può comporre una canzone, il miglior plettro è la passione, per ritrovar le corde di una nuova ispirazione devi soffrire un altro po'... così si dice, ed in fondo così è.
O magari il punto è solo che non ho mai avuto la vera passione per questa cosa qui, che è l'unica che faccio e che so fare. Magari il mio non è un dono, ma solo una capacità, come chi sa fare le tabelline, o sa nuotare senza bisogno che nessuno gli insegni. Non è che deve necessariamente diventare un matematico, o nuotatore. Magari il mare e la piscina gli fanno schifo. Magari ama la montagna. Forse io sono così. So scrivere, ma non mi appassiona così tanto come penso, o come vorrei.
Un pò come tutte le cose della mia vita, in effetti: ho detto spesso, mi pare, di saper fare tutto a metà. Pasta per biscotti. Non ancora cotta. Che è un pò tutto, potenzialmente tanto, almeno, e non è ancora nulla di buono, di definito, di concreto o visualizzabile. Pasta per biscotti.
I’m cookie dough. I’m not done baking. I’m not finished becoming whoever the hell it is I’m going to turn out to be. I make it through this and the next thing and the next thing and maybe one day I turn around and realize I’m ready. I’m cookies. And then, you know, if I want someone to eat m— (covers) or enjoy warm, delicious cookie-me, then that’s fine. That’ll be then. When I’m done.
B: I love you.
S: No, you don’t. But thanks for saying it.
Ero in vena di citazioni stasera.
Goonight, gentl'men.
Spooky
lunedì 7 febbraio 2011
Nice tries...
Insomma, lo spettacolo che tanto aspettavamo -e temevamo- è andato, fra detrattori ed applausi. Una prima un pò troppo tesa, fiacca, imperlata di tutta una serie di cose altre che di certo hanno reso la recitazione la minore delle preoccupazioni di noi attori... e si è visto. Personalmente, non penso di aver mai recitato peggio in tutta la mia vita :P
Ma poi, quasi per contrappasso, o per una maggiore consapevolezza degli spazi scenici, un diverso affiatamento, o la volontà di smentire il giudizio negativo di alcune persone che me ne hanno dette di tutti i colori, le altre serate sono andate molto bene. Ed oserei dire magnificamente per il sabato, dove oltre al tutto esaurito (e ci vuol poco, vista la grandezza del teatro) abbiamo fatto a mio avviso un'ottima figura. Neanche mia madre ha avuto molto da ridire, ed è eccezionale, viste le premesse.
Stanca ma felice aspetto il momento in cui potrò indossare di nuovo i panni della mia cara Ruth, lurida sgualdrina dal sorriso ironico che mi ha regalato, se non la sua sicurezza, un pò di belle risate.
Di questi giorni mi porto dietro il mal di gola di Claudio, che ha pensato bene di tossirmi in faccia durante tutte la permanenza nel camerino... ma insomma, è stata una bella esperienza, e resto in attesa di tornare sul palco. Ora abbiamo da preparare il nuovo spettacolo, per il quale sarebbe anche il caso che io leggessi un pò il testo... ma quello verrà un pò da sè, con le prove ed il resto.
Altra notiziona, da domani inizio a lavorare, nonostante io non mi senta di definire lavoro un'attività per la quale non percepisco stipendio, ma insomma... sono un pò agitata, ed un pò no: sanno che non ho esperienza, ma se c'è una cosa che so fare -e la so fare bene- è scrivere. Io posso farcela. E' nel mio dna. E' quello che sono. Andrà bene.
Per non farmi mancare niente, domani farò anche la mia prima traduzione per subsfactory, ed anche questa è una soddisfazione: sono fermamente convinta che iniziare a sottotitolare le serie tv mi aiuterà da una parte a rifornire il mio esiguo lessico inglese, dall'altra ad imparare espressioni idiomatiche, slang, e magari anche un pò di grammatica, visto che proprio non mi entra in testa. Per la conversation, sto pensando di chiedere a Claudio di sfruttare le nostre ore in macchina per parlare inglese: a lui non costa niente, ed io continuo ad esercitare un pò la lingua.
Ultima news... dovrei essere scaramantica e non dire niente, ma forse, e dico forse, ho trovato un lavoro. Non è il lavoro, ma è un lavoro, e sembra potrebbe anche portarmi qualche competenza, alla fine.
Sono spaventata. Sono stata immobile un mese, ed ora tutto sembra muoversi così in fretta... ma ce la posso fare. Non mi sento sola. Non sono sola. E questa... beh, più che una consolazione, è una forza inimmaginabile.
Spooky
Ma poi, quasi per contrappasso, o per una maggiore consapevolezza degli spazi scenici, un diverso affiatamento, o la volontà di smentire il giudizio negativo di alcune persone che me ne hanno dette di tutti i colori, le altre serate sono andate molto bene. Ed oserei dire magnificamente per il sabato, dove oltre al tutto esaurito (e ci vuol poco, vista la grandezza del teatro) abbiamo fatto a mio avviso un'ottima figura. Neanche mia madre ha avuto molto da ridire, ed è eccezionale, viste le premesse.
Stanca ma felice aspetto il momento in cui potrò indossare di nuovo i panni della mia cara Ruth, lurida sgualdrina dal sorriso ironico che mi ha regalato, se non la sua sicurezza, un pò di belle risate.
Di questi giorni mi porto dietro il mal di gola di Claudio, che ha pensato bene di tossirmi in faccia durante tutte la permanenza nel camerino... ma insomma, è stata una bella esperienza, e resto in attesa di tornare sul palco. Ora abbiamo da preparare il nuovo spettacolo, per il quale sarebbe anche il caso che io leggessi un pò il testo... ma quello verrà un pò da sè, con le prove ed il resto.
Altra notiziona, da domani inizio a lavorare, nonostante io non mi senta di definire lavoro un'attività per la quale non percepisco stipendio, ma insomma... sono un pò agitata, ed un pò no: sanno che non ho esperienza, ma se c'è una cosa che so fare -e la so fare bene- è scrivere. Io posso farcela. E' nel mio dna. E' quello che sono. Andrà bene.
Per non farmi mancare niente, domani farò anche la mia prima traduzione per subsfactory, ed anche questa è una soddisfazione: sono fermamente convinta che iniziare a sottotitolare le serie tv mi aiuterà da una parte a rifornire il mio esiguo lessico inglese, dall'altra ad imparare espressioni idiomatiche, slang, e magari anche un pò di grammatica, visto che proprio non mi entra in testa. Per la conversation, sto pensando di chiedere a Claudio di sfruttare le nostre ore in macchina per parlare inglese: a lui non costa niente, ed io continuo ad esercitare un pò la lingua.
Ultima news... dovrei essere scaramantica e non dire niente, ma forse, e dico forse, ho trovato un lavoro. Non è il lavoro, ma è un lavoro, e sembra potrebbe anche portarmi qualche competenza, alla fine.
Sono spaventata. Sono stata immobile un mese, ed ora tutto sembra muoversi così in fretta... ma ce la posso fare. Non mi sento sola. Non sono sola. E questa... beh, più che una consolazione, è una forza inimmaginabile.
Spooky
giovedì 3 febbraio 2011
Domani...
Ok, domani ho lo spettacolo. Sono contenta, agitata, e -perchè negarlo?- anche parecchio in ansia. Potrei dimenticarmi le battute, come a Caserta (penso proprio che dovresti bere un pò d'acqua, disse allora Valeria inventando di sana pianta una battuta per smuovere una scena irrimediabilmente compromessa), di inciampare sulle parole, o di cadere, o di dimenticarmi qualche gesto, o di essere elegante come un elefante spiaggiato...
In realtà, sono consapevole che lo spettacolo è amatoriale, e che molte cose "non vanno" di per sè. E che abbiamo curato il curabile, sistemato quanto potevamo, e che comunque la piece sta in piedi, risulta credibile, ascoltabile, anche se non perfetta. Insomma, ci si può stare. Sono solo un pò tesa... dopotutto, Roma è la mia città... dopotutto, domani avremo un pubblico difficile, il "nostro" pubblico, e bisognerà dare il meglio che abbiamo.
Intanto, stasera ho ricevuto una bella notizia. Da oggi sono un subber in prova. Ok, è una prova. Ok, è una cosa sciocca. Ma mi da modo di avere a che fare spesso con l'inglese (e dio solo sa quanto io ne abbia bisogno, per non perdere quel poco che è rimasto), di mettermi alla prova, di allargare il mio lessico e di... beh, mi sembra che queste ragioni bastino! :P
In più alla fine pensavo di aver fatto un casino con quella traduzione, invece era corretta, il che fa sempre piacere... e magari tra dieci anni potrò dire di essere una traduttrice, no? Tutto fa esperienza, tutto fa vita, tutto fa competenza, anima e cuore.
Stasera vado a letto tesa ma felice. Andrà tutto bene. E anche se domani sera, alle 20:50, mi dirò "ma chi diamine me l'ha fatto fare????", alle 23 sarò straordinariamente contenta, felice, serena, e... beh, brava o non brava, riceverò pure dei complimenti, tiè!! :P
Spooky
In realtà, sono consapevole che lo spettacolo è amatoriale, e che molte cose "non vanno" di per sè. E che abbiamo curato il curabile, sistemato quanto potevamo, e che comunque la piece sta in piedi, risulta credibile, ascoltabile, anche se non perfetta. Insomma, ci si può stare. Sono solo un pò tesa... dopotutto, Roma è la mia città... dopotutto, domani avremo un pubblico difficile, il "nostro" pubblico, e bisognerà dare il meglio che abbiamo.
Intanto, stasera ho ricevuto una bella notizia. Da oggi sono un subber in prova. Ok, è una prova. Ok, è una cosa sciocca. Ma mi da modo di avere a che fare spesso con l'inglese (e dio solo sa quanto io ne abbia bisogno, per non perdere quel poco che è rimasto), di mettermi alla prova, di allargare il mio lessico e di... beh, mi sembra che queste ragioni bastino! :P
In più alla fine pensavo di aver fatto un casino con quella traduzione, invece era corretta, il che fa sempre piacere... e magari tra dieci anni potrò dire di essere una traduttrice, no? Tutto fa esperienza, tutto fa vita, tutto fa competenza, anima e cuore.
Stasera vado a letto tesa ma felice. Andrà tutto bene. E anche se domani sera, alle 20:50, mi dirò "ma chi diamine me l'ha fatto fare????", alle 23 sarò straordinariamente contenta, felice, serena, e... beh, brava o non brava, riceverò pure dei complimenti, tiè!! :P
Spooky
Iscriviti a:
Post (Atom)